I riflettori della Corte dei Conti su agricoltura e sanità

L’indebita percezione di contributi pubblici, in particolare nel settore agricolo, rappresenta una delle principali anomalie dell’economia calabrese. A lanciare l’allarme è stato il procuratore facente funzioni della Corte dei conti della Calabria, Giovanni Di Pietro, a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario della magistratura contabile.
Secondo Di Pietro, i contributi pubblici – soprattutto quelli destinati all’agricoltura – sono diventati in alcuni casi «un mezzo di sostentamento anomalo», finendo nelle mani di soggetti che non avrebbero titolo per riceverli e che li utilizzano come fonte di reddito. «Si tratta a volte anche di persone con rapporti, da noi accertati, con la criminalità organizzata», ha aggiunto il procuratore.
Gran parte delle somme indebitamente percepite, ha spiegato Di Pietro, proviene da fondi europei. Un fenomeno che, oltre a configurare reati e danni erariali, sottrae risorse a chi potrebbe utilizzarle in modo legittimo.
Le frodi in agricoltura rappresentano il comparto con il maggior numero di procedimenti e di sentenze depositate, soprattutto per quanto riguarda l’indebita percezione di contributi agricoli a danno dell’Arcea, l’agenzia regionale che gestisce gli aiuti del settore.