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Dolore cronico, l'Umg avvia il progetto "No Mor Pain"

Dolore cronico, l'Umg avvia il progetto "No Mor Pain"
Il dolore cronico è al centro di una sfida scientifica senza precedenti. L’Università Magna Graecia di Catanzaro, con il progetto “No MOR Pain”, guida un’importante attività di ricerca volta alla gestione del dolore attraverso le innovazioni diagnostiche e terapeutiche. Grazie ai contributi scientifici di vari atenei italiani, all’Umg è stata avviata un’iniziativa di rilevanza strategica nazionale, finanziata dall’Unione Europea tramite il fondo Next Generation EU, che persegue l’obiettivo di andare oltre le terapie tradizionali avviando un nuovo modello di cura basato sulla presa in carico personalizzata dei pazienti con fibromialgia.  

Il progetto

Il progetto, coordinato dalla professoressa Carolina Muscoli dell’Università di Catanzaro e realizzato in collaborazione con l'Università di Messina e con l'Università dell'Aquila, punta ad un approccio multidisciplinare e traslazionale. Lo scopo è quello di decodificare il ruolo emergente della modulazione del recettore oppioide MOR (Mu-Opioid Receptor) per superare i limiti delle attuali terapie farmacologiche. Nell’ambito del progetto, l’Università di Catanzaro ha ospitato un appuntamento scientifico al quale hanno partecipato il professore Francesco Brancati dell'Università dell'Aquila e la professoressa Daniela Caccamo dell'Università di Messina. All’evento scientifico sono intervenuti anche la dottoressa Silvia Ceniti del Ministero della Salute e il professore William Raffaeli, presidente Fondazione ISAL con cui l’Umg ha una collaborazione ultradecennale.  

L'importanza della ricerca scientifica

Come evidenziato dal rettore dell'Università Magna Graecia, Giovanni Cuda, l'Ateneo si conferma polo d'eccellenza capace di guidare network di ricerca di alto profilo scientifico con ricadute importanti sulla qualità della vita della popolazione. In una fase storica in cui il dolore cronico colpisce milioni di persone, il progetto "No MOR Pain" si pone come un faro di speranza sulla base di evidenze scientifiche e sperimentazioni che mettono al centro il paziente e la sua dignità. Le attività di ricerca in corso nell’Università di Catanzaro mettono in luce, inoltre, il valore aggiunto delle proprietà terapeutiche di alcuni prodotti locali, come ad esempio il bergamotto, che sono al centro di una linea di ricerca dell’Umg finalizzata alla promozione della salute pubblica.