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Catanzaro, presentata la seconda edizione di Performing Festival

Catanzaro, presentata la seconda edizione di Performing Festival
Approderà a Catanzaro dal 7 al 14 marzo la seconda edizione di Perfoming Festival, promosso dall’Accademia di Belle Arti del capoluogo e ospitato quest’anno presso l’Ente Fiera “Giovanni Colosimo” nel quartiere Lido. Un vero e proprio ecosistema culturale abitabile dove talk, workshop, live, performance, musica, cinema e arti digitali convivono ogni giorno in un unico grande ambiente. Il villaggio Performing nasce per favorire incontro, attraversamento e permanenza, offrendo al pubblico la possibilità di vivere il festival come esperienza quotidiana e condivisa. Tutti gli eventi sono gratuiti.  

Gli appuntamenti

Uno degli appuntamenti più significativi del progetto sarà sarà la presentazione dei risultati delle ricerche in campo artistico, in programma il 7 marzo alle 10.30 al Complesso monumentale San Giovanni di Catanzaro. A cura di Simona Caramia, l’incontro di apertura della mostra vedrà gli interventi di Elena Bellantoni, Simone Bergantini, Matilde De Feo, Luana Perilli e Fabio Sandri, che illustreranno i progetti sviluppati in questi mesi di ricerca. La mostra resterà visibile sino al 15 maggio al Complesso Monumentale del San Giovanni. Interverranno anche Virgilio Piccari, Simona Caramia e Luca Panaro, insieme agli artisti.  

Artisti provenienti da tutta Italia

La seconda edizione conferma e amplia la rete nazionale di partner del progetto Performing, che raggiungeranno Catanzaro da tutta Italia. Tra gli appuntamenti più importanti: il 7 marzo alle 21: Concerto di musica elettronica: Electro PRMG Act con Godblesscomputers; l’8 marzo alle 19.30: proiezione del film “Eno” di Gary Hustwit, dedicato al pioniere dell’arte sonora e generativa Brian Eno. Presentato da Sonia Golemme e Dobrila Denegri, con talk su Never the Same Stream e l’estetica del mutamento perpetuo: il 14 marzo alle 10.30: lectio magistralis di Alfredo Jaar, introdotta da Simona Gavioli e Dobrila Denegri. Seguiranno workshop intensivi su AI, live coding, teatro-danza, BrainSound, software art conservation; performance di nuove generazioni; concerti; masterclass partecipative e talk internazionali.  

Partecipazione anche dall'estero

Al Villaggio Performing ci sarà spazio anche per prestigiose istituzioni formative nazionali e internazionali, con il contributo di artisti, studenti e dottorandi come la Escuela de Arte y Superior de Diseño de Alicante, l’Université de Constantine 3, l’Università delle Arti di Tirana, la Nuova Accademia di Belle Arti e l’Accademia di Brera. Giovedì 6 marzo alle 18.00, l’Ex Stac ospiterà Performing OFF: esposizione delle opere dei dottorandi dei progetti Performing Arts and Cultural Heritage (ABA Catanzaro) e Innovations, Technologies and New Materials for Arts (ABA Napoli), a cura di Dacia Palmerino e Andrea Grosso Ciponte. Espongono Ehab Halabi Abo Kher, Samuel Hernandez, Paola Loprete, Antonio Perticara, Giada Pugliese. La mostra sarà aperta dal 6 al 14 marzo (16.00-19.00). Dal 9 all’11 marzo, poi, lo Student House “Ernesto Pucci”, a partire dalle 21, si trasformerà in un laboratorio sulla rigenerazione dei luoghi urbani.  

Un evento solidale

In occasione di Performing Festival sarà allestita al Polo fieristico un’area merchandising dedicata alla vendita di gadget e libri dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro. L’intero ricavato sarà devoluto a Emergency. Con la seconda edizione, Performing Festival consolida il proprio ruolo di laboratorio permanente sulle arti performative, capace di mettere in relazione produzione artistica e formazione avanzata, nuove tecnologie e pratiche corporee, memoria dei luoghi e immaginari contemporanei, dimensione locale e rete nazionale dei partner. Nel villaggio troveranno spazio quattro postazioni in cui immergersi nel Metaverso realizzato dai docenti Sonia Golemme (Aba Catanzaro) e Pietro Pirino (Aba “Sironi” di Sassari).  

L'impegno profuso nel progetto

“La nostra istituzione- ha detto il direttore di Aba Catanzaro, Virigilio Piccari - ha curato il coordinamento di un progetto che ha coinvolto altre 11 importanti istituzioni del comparto Afam e universitario italiano dimostrando enormi capacità. Il percorso fatto non poteva che condurci a realizzare, in un luogo che è stato anche associato alle difficoltà della pandemia da Covid 19, un villaggio delle arti performative che racchiudesse in sé tutto l’impegno e l’attenzione messi nel progetto Performing. Abbiamo fortemente voluto costruire un luogo aperto a tutti in cui dare forma e sostanza all’idea che l’arte, in ogni sua forma, sia un collante sociale e un motore di sviluppo personale, culturale ed economico per il territorio”.  

Confronto con altre comunità

“È stato fin qui un percorso interessante e articolato, nel corso del quale ci siamo riscoperti comunità – ha aggiunto Simona Caramia, coordinatrice scientifica del progetto Performing -. Proprio dall’idea di comunità che si incontra è nata l’idea del Villaggio Performing: il progetto ci ha permesso di confrontarci con altre comunità, con altri luoghi e questo scambio trova sintesi e si realizza nel villaggio che sta oggi prendendo forma e che aprirà i battenti il 7 marzo. Qui decliniamo il linguaggio dell’arte performativa in chiave transdiscplinare grazie alle tante sfaccettature che ogni istituzione sarà in grado di portare nel villaggio”.  

Visione policentrica

“Siamo veramente felici, come amministrazione comunale, di aver accompagnato sin dall’inizio eventi come questo – ha detto Donatella Monteverdi, assessora alla Cultura del Comune di Catanzaro -. Il Villaggio Performing è l’apice di un progetto significativo che permette a uno spazio come quello del Polo fieristico di aprirsi al mondo dell’arte trovando una nuova declinazione per noi preziosa. L’interazione tra questo spazio e le attività in centro storico previste dal festival rafforza ancora di più la visione di una città che ha la sua forza nel suoessere policentrica”.