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Olio, Coldiretti e Unaprol: +57% di importazioni dall’estero. “Bene la stretta sulla tracciabilità”

Olio, Coldiretti e Unaprol: +57% di importazioni dall’estero. “Bene la stretta sulla tracciabilità”

Allarme sul mercato oleario dalla Calabria. Coldiretti Calabria e Unaprol segnalano un forte incremento degli arrivi di olio d’oliva dall’estero — +57% nel 2025 — e rilanciano la necessità di rafforzare trasparenza e controlli lungo tutta la filiera, comparto che rappresenta una quota rilevante dell’economia agricola regionale.

Confronto in Cittadella

Il tema è tornato al centro del confronto dopo l’assemblea di Coldiretti Calabria alla Cittadella regionale, alla presenza del presidente Roberto Occhiuto, dell’assessore Gianluca Gallo e dei dirigenti regionali.

Secondo le organizzazioni, l’aumento delle importazioni rischia di favorire pratiche scorrette, con possibili inganni in etichetta e frodi commerciali. Per questo viene accolto con favore l’intervento dell’Icqrf sulla tracciabilità degli oli importati in regime di Perfezionamento Attivo (Tpa).

Dal 1° marzo 2026 scatterà infatti l’obbligo di indicare in modo puntuale nel Registro telematico (Rto) la natura degli oli in Tpa e le operazioni di equivalenza. Una misura che, secondo Coldiretti e Unaprol, colma una lacuna normativa che negli anni ha consentito l’ingresso di olio straniero a dazio zero destinato alla lavorazione senza sufficienti garanzie sulla destinazione finale.

“Esprimiamo pieno apprezzamento per l’intervento dell’Icqrf — sottolineano le organizzazioni — perché la digitalizzazione dei registri deve diventare uno strumento preciso contro ogni ambiguità. È fondamentale evitare che gli oli extra-Ue possano anche solo tecnicamente confondersi con il prodotto nazionale”.

Nel mirino anche l’impatto sui prezzi: l’olio tunisino, ricordano, arriva in Italia a circa 3,5 euro al litro, con effetti depressivi sul valore del prodotto italiano.

Per il presidente di Coldiretti Calabria, Franco Aceto, la trasparenza “non è un costo ma una garanzia per produttori onesti e consumatori” e la nuova disciplina consente di superare una “zona grigia” nel sistema di controllo, contrastando forme di concorrenza sleale.

Coldiretti e Unaprol chiedono ora al Masaf di procedere rapidamente all’aggiornamento tecnico dell’applicativo del Registro telematico, passaggio ritenuto decisivo per arrivare a un sistema di tracciabilità sempre più automatizzato e condiviso anche a livello europeo, con l’obiettivo di tutelare la reputazione dell’olio extravergine italiano.