A tre anni dal naufragio di Steccato di Cutro, il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto richiama alla memoria le 94 vittime di quella tragedia, definendola una ferita ancora aperta per la Calabria e per l’intero Paese.
La reazione della Calabria
Il governatore ha sottolineato come, nei giorni immediatamente successivi al disastro, la regione abbia reagito con dignità e spirito di solidarietà, grazie all’impegno dei sindaci e delle comunità locali che garantirono accoglienza e assistenza ai superstiti e alle famiglie delle vittime. Un contributo che, ha evidenziato, si è ripetuto anche negli anni seguenti, segnati da nuovi e complessi sbarchi lungo le coste calabresi.
Necessario rivedere politiche migratorie
L’anniversario, però, non può limitarsi al ricordo. Per Occhiuto è necessario avviare una riflessione più ampia e responsabile sulle politiche migratorie, affinché tragedie simili non si ripetano. Servono interventi strutturali e una cooperazione internazionale più incisiva, in grado di gestire i flussi migratori in condizioni di sicurezza e di favorire percorsi di sviluppo e stabilità nei Paesi di origine.
Il Mediterraneo non diventi un cimitero
Il presidente ha ribadito che il Mediterraneo non può trasformarsi in un cimitero di migranti, sottolineando la necessità di salvare ogni vita in mare e, allo stesso tempo, di contrastare con fermezza le reti criminali degli scafisti.
Onorare le vittime di Cutro, ha concluso, significa tradurre il dolore in un impegno concreto per la tutela della vita umana e per la legalità. La Calabria rivendica il proprio ruolo strategico nel Mediterraneo, ma chiede che la gestione del fenomeno migratorio torni stabilmente al centro dell’agenda europea, con risorse adeguate e una responsabilità condivisa che non lasci sole le regioni costiere.
