Un’importante inchiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro, coordinata dalla Guardia di Finanza, ha portato all’arresto di un imprenditore siciliano coinvolto nel presunto “svuotamento” della Fondazione Betania Onlus, storica realtà del terzo settore calabrese attiva nei servizi riabilitativi e assistenziali per anziani e persone con disabilità.
Arresti domiciliari per un imprenditore
Il Gip del Tribunale di Catanzaro ha disposto gli arresti domiciliari per l’imprenditore M. Z., amministratore delegato della società Karol Betania, insieme al divieto temporaneo di svolgere attività imprenditoriali o professionali. A sua carico pende l’accusa di bancarotta fraudolenta distrattiva e autoriciclaggio, nell’ambito della fase delle indagini preliminari. Almeno altre sette persone risultano indagate per responsabilità a vario titolo in relazione alla gestione dell’ente.
Le accuse degli investigatori
Secondo gli investigatori, la Fondazione, in stato di insolvenza dal 2016 con debiti tributari e previdenziali per oltre 19 milioni di euro, sarebbe stata privata di gran parte del suo patrimonio operativo prima della liquidazione giudiziale. Gli accertamenti della Guardia di Finanza descrivono una serie di operazioni che avrebbero trasferito alla società Karol Betania – creata poco prima dell’apertura della procedura – la gestione delle attività e gli accreditamenti con il Servizio Sanitario Regionale, risorse fondamentali per i ricavi dell’ente.
In particolare, la nuova società avrebbe ottenuto in affitto il complesso aziendale senza corrispondere alcun canone per circa quattro anni: una somma stimata in circa 4,2 milioni di euro che, secondo l’accusa, avrebbe potuto servire a coprire i debiti della Fondazione invece di contribuire alla sua crisi.
Il sequestro
Il giudice ha disposto anche il sequestro preventivo della società Karol Betania, ritenuta strumento delle presunte condotte illecite, oltre al sequestro preventivo ai fini di confisca di oltre 644 mila euro, corrispondenti agli utili realizzati negli anni 2022 e 2023 attraverso la gestione del complesso aziendale sottratto alla onlus.
Secondo alcune ricostruzioni investigative, alla base dell’operazione ci sarebbe l’intento di favorire la newco a scapito della Fondazione Betania, la cui situazione finanziaria era già molto compromessa. La stessa nuova società avrebbe trasferito risorse e accreditamenti sanitari, linfa vitale per il settore, lasciando l’ente in difficoltà irreversibile.
L’inchiesta resta nella fase delle indagini preliminari e tutte le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale condanna definitiva. Le misure cautelari e i sequestri patrimoniali fanno parte degli accertamenti della Procura di Catanzaro per stabilire la responsabilità degli indagati.
