
Sembra che stia sfumando il tentativo di spallata nei confronti del sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita. L’atto propedeutico per chiederne la sfiducia, depositato dal notaio Mario Sculco, si è fermato a sole 15 firme a fronte delle 17 che servono per far terminare la consiliatura del primo cittadino. I consiglieri comunali promotori, infatti, avevano fissato come termine ultimo per la raccolta delle firme il 20 febbraio, ma in realtà l’ultimo giorno effettivo per protocollare le dimissioni alla segreteria generale del Comune è proprio oggi.
Fase delicata
E’ evidente che la politica catanzarese stia attraversando una fase delicata. La possibile sfiducia al sindaco, infatti, determinerebbe il termine del suo mandato dopo solamente quattro anni di governo ma soprattutto l’esperienza politica di Fiorita in qualità di primo cittadino si concluderebbe con un anno di anticipo, visto che la scadenza naturale della consiliatura è prevista per il 2027.
Al momento le firme sono in stand-by. L’ultima apposta è stata quella del consigliere comunale Fabio Celia, ex capogruppo del Partito Democratico e oggi nel Gruppo Misto. Eppure, il blocco più solido era costituto dalle forze di centrodestra della provincia catanzarese che, inizialmente, avevano dimostrato una certa compattezza riguardo alla sottoscrizione dell’atto.
Forza Italia e il nodo Costanzo
All’interno di Forza Italia, sono stati 6 i consiglieri firmatari: Sergio Costanzo, Antonello Talerico, Alessandra Lobello, Francesco Passafaro, Luigi Levato e Francesco Assisi. Per Azione c’erano Valerio donato, Gianni Parisi e Stefano Veraldi, mentre per Noi Moderati ha siglato Lea Concolino. Per Fratelli d’Italia, hanno aderito Annachiara Verrengia ed Emanuele Ciciriello. Per la Lega, invece, il consigliere comunale Eugenio Riccio.
Il gruppo azzurro sembrava essere quello più coeso ma qualcosa sembra essersi spezzato al suo interno. Nei giorni scorsi, il segretario provinciale di Forza Italia, Marco Polimeni, aveva lanciato un aut-aut alla consigliera Manuela Costanzo, l’unica del gruppo azzurro a non aver apposto la propria firma per sfiduciare Fiorita. “Mi trovo a chiedere alla collega – aveva dichiarato Polimeni - uno scatto di chiarezza e dignità: se non appone la sua firma al documento già depositato dal notaio non potrà più far parte del nostro progetto politico”. Stando alle parole del segretario provinciale, resta un’aura di incertezza sul futuro di Costanzo all’interno del partito.
I possibili scenari
Qualora nelle ultime ore dovessero aggiungersi le due firme mancanti e quindi Fiorita venisse sfiduciato, per il capoluogo di regione si aprirebbe un lungo periodo di “transizione”, con la nomina del commissario prefettizio da parte del Prefetto che “traghetterebbe” la città per circa due mesi fino alle elezioni che dovrebbero svolgersi tra maggio e giugno 2026.
Se il sindaco non cadrà, potrebbe prospettarsi anche un possibile rimpasto della giunta. Resterà da vedere, invece, se i consiglieri di opposizione tenteranno un’altra spallata oppure attenderanno la scadenza naturale della consiliatura. Nonostante il clima di crisi che permane e gli scontri tra le fazioni politiche sul futuro del capoluogo, a rompere il silenzio sarà il primo cittadino che domani, per la prima volta, commenterà il tentativo dell’opposizione di determinare lo scioglimento del Comune.