Si chiude con 42 condanne e otto assoluzioni il processo “Karpanthos”, l’inchiesta della Dda di Catanzaro che ha acceso i riflettori sull’influenza delle cosche Carpino e Cervesi nell’area della Sila Piccola catanzarese. La sentenza è stata pronunciata dal gup Mario Santoemma, che ha inflitto pene comprese tra uno e venti anni di reclusione. Secondo l’impianto investigativo, i gruppi criminali avrebbero esercitato un controllo penetrante su diversi territori al confine con la provincia di Crotone, arrivando — secondo gli inquirenti — a condizionare anche l’attività amministrativa del Comune di Cerva.
L’inchiesta partita dall’omicidio Rosso
Il procedimento trae origine dalle indagini sull’omicidio del macellaio Francesco Rosso, assassinato nel 2015 a Simeri Mare. Un ruolo decisivo nelle investigazioni è stato svolto dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Danilo Monti, ritenuto l’esecutore materiale del delitto e condannato a tre anni di reclusione.
Le condanne per scambio elettorale politico-mafioso
Tra le posizioni più rilevanti figurano quelle legate allo scambio elettorale politico-mafioso. Il gup ha condannato:
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Massimo Rizzuti, dipendente comunale, a 2 anni e 4 mesi
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Tommaso Scalzi, ritenuto vicino alla ’ndrangheta lombarda legata a Franco Coco Trovato, a 11 anni, 1 mese e 14 giorni
Secondo l’accusa, Scalzi avrebbe garantito un pacchetto di voti in cambio di denaro e di una quota sugli appalti pubblici del Comune.
Nel filone sullo scambio elettorale risultano coinvolti anche l’ex sindaco di Cerva Fabrizio Rizzuti, l’allora assessore Raffaele Scalzi e l’ex consigliere di maggioranza Raffaele Borelli.
Il percorso giudiziario
Gli imputati erano stati inizialmente rinviati a giudizio a Crotone; successivamente il procedimento è stato trasferito per competenza a Catanzaro, dove gli accusati hanno optato per il rito abbreviato. Resta inoltre aperto uno stralcio processuale nel quale la Procura ha già formulato richieste di condanna.
