Il mistero dei corpi sulle coste
Sono tredici i cadaveri riaffiorati nelle ultime due settimane tra le coste della Sicilia occidentale e quelle calabresi. Si tratterebbe, secondo le prime ipotesi, di migranti morti in mare dopo possibili naufragi avvenuti nelle settimane segnate dal maltempo e dalle forti mareggiate.
I ritrovamenti tra Sicilia e Calabria
L’ultimo ritrovamento risale a ieri, sulla spiaggia di Torrazza, nel territorio di Petrosino, nel Trapanese. Due giorni prima, al largo di San Vito Lo Capo, un pescatore aveva avvistato un altro corpo durante la prima uscita in mare dopo giorni di bufera. Un ulteriore cadavere era stato individuato martedì sera nelle acque di Custonaci.
Nei giorni precedenti, domenica 15 febbraio, un uomo con indosso un giubbotto salvagente era stato recuperato davanti alla costa sud di Marsala. Cinque corpi senza vita sono stati rinvenuti anche al largo dell’isola di Pantelleria, mentre un altro era affiorato lo scorso 5 febbraio nei pressi dell’isolotto della Colombaia, davanti al porto di Trapani.
Altri tre cadaveri sono stati recuperati lungo le coste tirreniche tra il Vibonese e il Cosentino. In molti casi i resti erano già in avanzato stato di decomposizione, rendendo complesse le operazioni di identificazione. Talvolta non è stato possibile neppure stabilire con certezza il sesso delle vittime.
Le ipotesi: forse migranti
Le autorità ipotizzano che si tratti di persone partite su imbarcazioni di fortuna e travolte dalle condizioni meteo avverse che hanno interessato il Mediterraneo tra metà e fine gennaio, periodo segnato anche dal passaggio del violento ciclone denominato “Harry”. Le mareggiate e i venti intensi avrebbero potuto provocare il rovesciamento o l’affondamento dei natanti.
Le Capitanerie di porto e le forze dell’ordine stanno coordinando le operazioni di recupero e le indagini, mentre si procede con gli accertamenti medico-legali per tentare l’identificazione delle vittime. Un compito reso difficile dal tempo trascorso in acqua e dai danni causati dalla permanenza in mare aperto.
