Dopo ore di apprensione, il livello dell’acqua nel complesso nautico dei Laghi di Sibari inizia lentamente a diminuire. Se durante la notte l’allagamento aveva raggiunto punte di circa 70 centimetri, nella mattinata la colonna d’acqua si è abbassata mediamente intorno ai 40 centimetri, segnale di un graduale miglioramento.
Una nuova esondazione
L’area, nel territorio di Cassano allo Ionio, è stata nuovamente invasa dalle acque in seguito all’ennesima rottura degli argini del fiume Crati, già messo a dura prova dalle piogge intense e dal maltempo che hanno interessato la piana di Sibari negli ultimi giorni. Le mareggiate e le precipitazioni abbondanti hanno contribuito a mettere sotto pressione il sistema idraulico, provocando nuovi cedimenti lungo il corso del fiume.
Gli interventi
Fin dalle prime ore successive all’esondazione, è scattato un imponente dispositivo di emergenza. Squadre di protezione civile, vigili del fuoco, volontari e mezzi meccanici sono al lavoro senza sosta per liberare strade e strutture dal fango e dall’acqua stagnante. In parallelo, si interviene sugli argini per tamponare le falle e consolidare i tratti più fragili, nel tentativo di prevenire ulteriori allagamenti.
“All’interno del centro nautico si continua a spalare fango e a pompare via l’acqua, mentre sugli argini si lavora per ricucire le ferite che si aprono una dopo l’altra”, ha dichiarato il sindaco di Cassano allo Ionio, Gianpaolo Iacobini. Il primo cittadino ha sottolineato lo sforzo congiunto di tutte le forze in campo per riportare l’area in condizioni di sicurezza nel più breve tempo possibile.
Una storia che (purtroppo) si ripete
Il complesso dei Laghi di Sibari, importante polo turistico e residenziale, rappresenta uno dei punti più delicati della piana sotto il profilo idrogeologico. Negli anni l’area ha già affrontato criticità legate alle piene del Crati, rendendo necessario un costante monitoraggio del reticolo fluviale e degli impianti di drenaggio.
Le operazioni proseguiranno nelle prossime ore con l’obiettivo di ripristinare l’accessibilità alle strutture e consentire una prima stima dei danni. Solo quando l’acqua sarà completamente defluita sarà possibile valutare con precisione l’impatto dell’ennesima esondazione su abitazioni, attività e infrastrutture del centro nautico.
