La vicenda giudiziaria legata al processo “Eyphemos”, l’inchiesta antimafia che ha investito esponenti politici e affiliate alla ‘ndrangheta nella Calabria, ha registrato un nuovo e importante sviluppo. La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza di condanna a dieci anni di reclusione inflitta in appello all’ex consigliere regionale Domenico Creazzo, e ha disposto che sia celebrato un nuovo processo di secondo grado sulla controversa vicenda giudiziaria.
Le tappe della vicenda
Il percorso giudiziario di Creazzo, eletto nel 2020 con la lista di Fratelli d’Italia, è stato segnato da continui ribaltamenti. Dopo l’assoluzione in primo grado dall’accusa di scambio elettorale politico-mafioso, la Corte d’Appello di Reggio Calabria aveva rovesciato il verdetto su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, condannandolo a 10 anni di carcere. Con la decisione odierna la Suprema Corte ha accolto il ricorso difensivo e ha rinviato gli atti a una nuova sezione d’appello per un esame più approfondito delle contestazioni.
La stessa sorte processuale toccherà anche ad altri imputati coinvolti nel procedimento. Oltre al fratello di Creazzo, Antonino Creazzo, anch’egli condannato a dieci anni in appello, la Cassazione ha disposto il rinvio con nuovo giudizio anche per personaggi come Giuseppe Crea e Bruno Modaffari.
Gli altri provvedimenti della Cassazione
Per altri imputati, la Suprema Corte ha previsto diverse soluzioni: per Carmine Quartuccio e Rocco Laurendi il nuovo giudizio riguarderà unicamente la determinazione della pena, mentre sono state confermate, senza rinvio, le assoluzioni per figure come il commercialista Gregorio Cuppari e i signori Agostino Orfeo, Diego Orfeo e Diego Laurendi, per i quali non sussistono gli estremi di reato.
Una decisione a parte riguarda Domenico Alvaro, esponente della cosca Alvaro di Sinopoli, anch’egli coinvolto nel processo: per lui la Cassazione ha annullato con rinvio solo la parte relativa allo scambio elettorale, ma ha dichiarato inammissibile il ricorso sull’accusa di associazione mafiosa, rendendo irrevocabile la pena più grave già inflitta in appello.
L’annullamento con rinvio riapre dunque una fase processuale destinata ad aggiungere ulteriori capitoli a un caso che, dal 2020, ha costellato l’intero iter giudiziario tra arresti, assoluzioni, condanne e rovesciamenti di sentenza.
