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Cadaveri sulle coste tirreniche, si ipotizza possibile naufragio

Cadaveri sulle coste tirreniche, si ipotizza possibile naufragio

Potrebbero essere migranti finiti in mare dopo un naufragio mai segnalato i corpi senza vita riaffiorati negli ultimi dieci giorni lungo le coste del Tirreno cosentino. È questa, al momento, l’ipotesi ritenuta più plausibile dagli inquirenti, che stanno cercando di ricostruire quanto accaduto.

A coordinare le indagini è la Procura della Repubblica di Paola. Il procuratore capo Domenico Fiordalisi ha spiegato che, allo stato attuale, non vi sono elementi certi per collegare i ritrovamenti a uno specifico evento in mare. Il magistrato ha inoltre precisato che, qualora emergessero riscontri su un eventuale naufragio, non sarebbe comunque possibile divulgarne i dettagli in questa fase.

I ritrovamenti si sono susseguiti in diversi punti del litorale: l’8 febbraio a Scalea, quattro giorni più tardi ad Amantea e, ieri mattina, a Paola. Nelle stesse ore è stato segnalato anche il corpo di una donna avvistato al largo della spiaggia “Le Roccette” di Tropea, nel Vibonese.

Secondo gli investigatori, le forti mareggiate degli ultimi giorni potrebbero aver trascinato a riva i cadaveri, rimasti in acqua dopo un possibile incidente in mare di cui non si sarebbe avuta notizia.

La Procura ha disposto l’autopsia sulle salme recuperate lungo il Tirreno cosentino per chiarire le cause della morte e verificare l’eventuale presenza di segni di violenza. Parallelamente sono in corso accertamenti per risalire all’identità delle vittime e ricostruire il contesto in cui sarebbe avvenuta la tragedia.