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Crati: inizia settimana di ricostruzione dopo l’alluvione

Crati: inizia settimana di ricostruzione dopo l’alluvione

Inizia la ricostruzione

Dopo la violenta esondazione del fiume Crati che ha sommerso contrada Lattughelle e i Laghi di Sibari, la piana della Sibaritide si trova ora nella fase iniziale della ricostruzione, mentre la gestione dell’emergenza procede tra interventi strutturali, soccorsi e un primo bilancio dei danni.

La notte tra sabato e domenica ha visto gli operatori impegnati a riparare le falle negli argini principali del fiume, chiudendo non solo la breccia più grande ma anche due aperture secondarie che avevano favorito l’invasione delle acque. Questi lavori urgenti hanno ridotto i flussi e permesso di consolidare i livelli idrici, dando un primo senso di sollievo alle comunità colpite.

L’opera dei soccorritori: un bilancio

La situazione, pur restando delicata, mostra segnali di stabilizzazione dopo giornate di apprensione e soccorsi intensi. Nel corso dell’emergenza sono state evacuate centinaia di persone: il sindaco di Cassano allo Ionio ha confermato che più di 500 residenti isolati sono stati trasferiti in aree sicure grazie al supporto dei Vigili del Fuoco e del Soccorso Alpino.

I soccorsi non si sono limitati alla terraferma. In diverse occasioni squadre del Soccorso Alpino e dei Vigili del Fuoco hanno utilizzato gommoni e persino un elicottero per raggiungere e portare in salvo famiglie rimaste intrappolate in abitazioni circondate dall’acqua. Anche anziani e bambini sono stati tratti in salvo con tecniche specializzate, a testimonianza della difficoltà delle operazioni nelle aree più isolate.

La situazione nel Parco Archeologico

Oltre alla messa in sicurezza dell’argine, si è avviata anche la rimozione di acqua e fango dai seminterrati e dai locali allagati, grazie all’impiego di pompe messe a disposizione dalla Protezione Civile. Sul fronte culturale, non risultano danni significativi ai reperti del Parco Archeologico e del Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide, dove sono in corso le operazioni di pulizia.

I gravi danni nelle campagne

La devastazione delle campagne è intensa: oltre 900 ettari della Sibaritide e più di 3.000 ettari in tutta la Calabria risultano allagati, con colture, infrastrutture rurali e strade rurali gravemente compromesse. Le associazioni agricole hanno lanciato appelli per interventi urgenti e manutenzione dei corsi d’acqua per prevenire futuri eventi simili.

Un altro elemento emerso nei dibattiti locali riguarda la gestione delle opere idrauliche, in particolare della diga di Tarsia, con richieste di maggiore chiarezza sulle condizioni e sull’utilizzo degli invasi nel sistema Crati–Esaro. In parallelo agli interventi tecnici, a Cassano all’Ionio e nei centri vicini prosegue la mobilitazione di solidarietà: alberghi, associazioni e volontari offrono posti letto, raccolte di beni di prima necessità e sostegno alle famiglie colpite dall’alluvione.