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Maltempo e clima, Legambiente Calabria: "Incide sulla vita dei calabresi"

Maltempo e clima, Legambiente Calabria: "Incide sulla vita dei calabresi"
“Legambiente Calabria esprime innanzitutto piena solidarietà e vicinanza alle popolazioni colpite dai recenti eventi meteorologici estremi che stanno duramente provando il territorio regionale, causando danni ingenti a famiglie, imprese e infrastrutture”. E’ quanto dichiara l’associazione, in riferimento al maltempo che sta colpendo la regione.  

I danni provocati dai cicloni

“La Calabria – prosegue - sta affrontando gli effetti di ben tre cicloni nell’arco di meno di venti giorni e la sequenza sembra non essere ancora finita. Violente mareggiate, venti fortissimi, frane, alluvioni, fiumi che esondano – come nel caso del Crati – hanno prodotto danni enormi: abitazioni, attività agricole e commerciali e infrastrutture distrutte, incluse alcune di rilevante importanza per la mobilità dell’intera regione. Nell’area tirrenica, ad esempio, il combinato disposto tra la crisi climatica e l’erosione costiera, mai affrontata con efficacia, sta letteralmente interrompendo il tracciato ferroviario che collega la Calabria e la Sicilia al resto d’Italia”.  

Omissioni e ritardi

Una situazione grave che, secondo Legambiente, scaturisce da varie omissioni e ritardi a vari livelli che coinvolgono anche le amministrazioni calabresi: “A livello regionale, - sottolinea - la Calabria, per ragioni difficilmente comprensibili, non ha neppure partecipato alla Missione Europea sull’adattamento ai cambiamenti climatici, pilastro del Green Deal europeo che ha sostenuto oltre 150 regioni e comunità nel percorso verso la resilienza climatica entro il 2030. A differenza di altre dieci regioni italiane, molte delle quali del Sud, e di numerosi enti locali che hanno firmato la “Carta della Missione”, la Calabria non ha adottato alcun piano specifico di azione”.  

Eccessiva cementificazione

Sulla base dei dati dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente, inoltre, in Calabria non esistono piani di adattamento: “Si tratta – evidenzia - di ritardi incomprensibili che pesano enormemente sulla capacità di gestione della crisi climatica, anche considerando che la Commissione Europea supporta le regioni non solo nella pianificazione, ma anche attraverso finanziamenti e progetti specifici per la messa in sicurezza dei territori. In Calabria, inoltre, i danni causati dagli eventi meteorologici estremi sono amplificati da un’eccessiva cementificazione, spesso avvenuta in violazione delle norme e in aree pericolose o comunque in zone non opportune: alvei fluviali, versanti instabili, zone alluvionali o franose e fasce costiere”.  

Abusivismo edilizio e il dissesto idrogeologico

Ad incidere sul territorio calabrese è anche l’abusivismo edilizio e i mancati interventi per contrastare il dissesto idrogeologico: “Il report Abbatti l’abuso, presentato da Legambiente lo scorso gennaio con la collaborazione della Regione Calabria, rileva che su un campione di 105 Comuni sono state emesse 8.772 ordinanze di demolizione, il 77% delle quali in aree costiere, con una media di 4,2 ordinanze per km², di cui solo una minima parte viene eseguita. Poco o nulla è stato inoltre fatto negli anni per contrastare il dissesto idrogeologico e l’erosione costiera, così come per la manutenzione ordinaria del territorio, a partire dai corsi d’acqua e dalla cura del patrimonio verde”. “Non possiamo che concludere – afferma Anna Parretta, presidente regionale di Legambiente– ribadendo che non saranno le logiche emergenziali a limitare le cause e gli effetti della crisi climatica. La realtà sta dimostrando quanto sia stata colpevole l’assenza di consapevolezza che ha caratterizzato l’operato di troppe amministrazioni”.