Il fiume Crati ha rotto gli argini nella notte e l’acqua ha invaso la Piana di Sibari, tra i territori di Cassano allo Ionio e Corigliano-Rossano, lungo la fascia ionica cosentina. Le contrade Thurio, Ministalla e Foggia sono state travolte dalla piena dopo l’evacuazione disposta in via precauzionale dal sindaco Flavio Stasi nella serata precedente.
Case, stalle e terreni agricoli risultano completamente sommersi. Il bilancio dei danni è pesante e riguarda soprattutto aziende agricole e abitazioni private. Molte famiglie avevano lasciato le proprie case prima dell’arrivo dell’acqua, mentre altre sono state aiutate durante la notte grazie all’intervento coordinato di Comune, Protezione civile, carabinieri, polizia e vigili del fuoco.
Secondo quanto riferito dal sindaco, sono almeno tre i punti in cui l’argine destro ha ceduto: uno a monte della linea ferroviaria e due a valle della statale 106. Tecnici e imprese hanno lavorato senza sosta per contenere le rotture e limitare l’afflusso dell’acqua nelle aree già colpite. Una delle falle, la più ampia e impressionante, sarebbe stata in parte ridotta, mentre si continua a intervenire sugli altri tratti danneggiati.
Il primo cittadino di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, presente sul posto per tutta la notte, ha parlato apertamente di rabbia oltre che di stanchezza. Ha ricordato come quegli argini avrebbero dovuto essere messi in sicurezza da tempo, sottolineando che esistono fondi stanziati da anni per interventi su quei tratti. “Lo abbiamo chiesto ripetutamente”, ha scritto, evidenziando l’amarezza per un dissesto che, a suo dire, poteva essere evitato.

Molti residenti sono ancora fuori casa. Alcuni hanno rifiutato soluzioni alternative e restano nelle contrade colpite, al freddo, in attesa di capire l’entità dei danni. Per qualcuno è la seconda volta in pochi anni che l’acqua cancella sacrifici e lavoro. C’è chi aspetta di rientrare per verificare cosa si possa salvare tra mobili e oggetti personali, e chi spera che nei campi e nelle stalle sia rimasto qualcosa.
