Prosegue l’iter autorizzativo per il Ponte sullo Stretto. A fare il punto è stato Giuseppe Recchi, presidente della Società Stretto di Messina, intervenendo a Milano a margine dell’evento “La ripartenza” ospitato a Palazzo Castiglioni.
Le dichiarazioni di Recchi
Recchi ha spiegato che la procedura è attualmente nella fase di risposta alle osservazioni formulate dalla Corte dei Conti. Nei giorni scorsi, ha aggiunto, un decreto ministeriale ha chiarito il percorso amministrativo da seguire, consentendo di affrontare e superare le eccezioni sollevate. L’obiettivo è riprendere le attività entro l’estate.
Il presidente ha sottolineato come sia complesso indicare tempistiche definitive, trattandosi di un processo che richiede la definizione di atti formali, la produzione di documentazione tecnica e l’attesa dei riscontri da parte degli enti competenti. “Ci sono tempi obbligati – ha evidenziato – sui quali si fanno previsioni, auspicando magari di chiuderli anche in anticipo”. Secondo Recchi, per quanto riguarda le attività di competenza della società, il cronoprogramma indicato sarebbe comunque rispettato.
Le opposizioni chiedono i fondi del Ponte per interventi urgenti
Nel corso dell’incontro si è parlato anche delle richieste avanzate dalle opposizioni, che propongono di destinare parte delle risorse previste per il Ponte alla messa in sicurezza del territorio di Niscemi, in Sicilia. Recchi ha definito “importantissimo” l’intervento per la sicurezza dell’area, ricordando però che si tratta di un piano risalente a diversi anni fa e mai attuato.
Secondo il presidente, la questione non sarebbe in contrasto con il finanziamento dell’infrastruttura sullo Stretto, considerata un investimento strategico capace di generare ritorni economici per lo Stato. Recchi ha infine ribadito la portata internazionale del progetto, definendolo un’opera destinata ad attrarre competenze ingegneristiche da tutto il mondo.
