Il Tribunale di Catanzaro ha assolto l’ex sottosegretario Giuseppe Galati dall’accusa di peculato, pronunciando sentenza “perché il fatto non sussiste”. Per un ulteriore capo d’imputazione, invece, è stato dichiarato il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione.
L’accusa aveva chiesto una condanna a cinque anni di reclusione.
Galati, oggi vicepresidente vicario di Noi Moderati, era finito a processo con l’ipotesi di aver distratto fondi pubblici dall’ente in house della Regione Calabria “Calabresi nel mondo”, all’epoca già in fase di liquidazione. I fatti contestati risalgono al periodo 2012-2013.
Il Tribunale ha assolto anche l’ex collaboratrice dell’ente, Mariangela Cairo, per la quale lo stesso pubblico ministero aveva chiesto l’assoluzione.
Secondo quanto riferito in una nota diffusa dall’entourage di Galati, la sentenza escluderebbe qualsiasi responsabilità penale in merito alla presunta distrazione di risorse pubbliche per finalità personali. In particolare, i giudici hanno ritenuto insussistenti le contestazioni relative alla stipula di un contratto di locazione che, secondo l’impostazione accusatoria, avrebbe generato un vantaggio esclusivo.
Per quanto riguarda l’altro capo d’imputazione, riferito sempre agli anni 2012-2013, il procedimento è stato definito con una pronuncia di non luogo a procedere per decorrenza dei termini.
Con questa decisione si chiude, almeno in primo grado, una vicenda giudiziaria che ha riguardato uno degli esponenti politici calabresi più noti degli ultimi anni.
