Comune di Catanzaro, possibile aumento firme per sfiducia al sindaco

La consiliatura del sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita è sempre più in bilico. Si palesa l'ipotesi che possano salire a 15 le firme apposte all’atto propedeutico, depositato presso lo studio del notaio Mario Sculco, per chiederne la sfiducia. Tra i firmatari, infatti, potrebbe aggiungersi il consigliere comunale Fabio Celia, ex capogruppo del Partito Democratico e oggi nel Gruppo Misto.
Centrodestra unito
Dunque, sono ore delicate per la politica catanzarese che vede il primo cittadino davanti al bivio dopo solamente quattro anni di governo. In questo clima di caos politico per il Comune, i rappresentanti provinciali delle forze di centrodestra della provincia di Catanzaro dimostrano coesione e compattezza. Nel corso di un incontro, svoltosi sabato, Wanda Ferro (Fratelli d’Italia), Filippo Mancuso (Lega), Marco Polimeni (Forza Italia) e Maurizio Vento (Noi Moderati) hanno discusso ampiamente della sottoscrizione del documento di sfiducia alla luce delle criticità riscontrate nella gestione della città.
I firmatari
Il blocco più solido è quello di Forza Italia con 6 consiglieri: Sergio Costanzo, Antonello Talerico, Alessandra Lobello, Francesco Passafaro, Luigi Levato e Francesco Assisi. Per Azione ci sono Valerio Donato, Gianni Parisi e Stefano Veraldi, mentre per Noi Moderati spunta il nome di Lea Concolino. Per Fratelli d’Italia, hanno firmato Annachiara Verrengia ed Emanuele Ciciriello. Per la Lega, invece, Eugenio Riccio.
La posizione di Veraldi (Azione)
Le questioni relative alla Sieco e alla Catanzaro Servizi fino alla complessa vicenda giudiziaria legata all’ex Cinema Orso, sono solo alcuni dei motivi scatenanti che hanno spinto Veraldi (Azione) ad apporre la propria firma: “La perdita di finanziamenti, – ha spiegato - i fondi Covid, “A farla amare comincia tu”, una serie di vicende che abbiamo sempre denunciato, ci hanno portato a firmare in maniera trasparente e legittima la sottoscrizione dell’atto. Nel caso in cui si dovessero raggiungere 17 firme, non è vero quello che dicono loro che si perderebbero i finanziamenti, come quello per lo stadio, perché il prefetto poi nominerebbe il commissario prefettizio che insieme ai dirigenti che porteranno avanti tutti i finanziamenti in itinere. A livello burocratico la macchina amministrativa non si ferma, solo a livello politico”.
Assisi (FI): "Visione non più unitaria"
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Francesco Assisi (Forza Italia): “Sono stato il primo – ha affermato - ad ufficializzare la notizia che avremmo tentato di raccogliere queste adesioni delle dimissioni contestuali, perché ormai non si poteva più andare avanti con questa maggioranza e amministrazione. Negli ultimi periodi ci sono stati diversi errori di gestione, dovuti ad una maggioranza non più coesa. Ho parlato anche di divisioni forti su punti centrali come il Psc o localizzazione del nuovo ospedale, dove il Pd stesso che è il partito attrazione di questa maggioranza, non è d’accordo. La maggioranza non è più coesa, la visione non è più unitaria e quindi non si può consentire a questa nuova amministrazione di andare avanti e di decidere su questioni talmente importanti per il futuro della città se non sono d’accordo nemmeno tra di loro”.
Le ipotesi
Nel caso in cui Celia apponesse la propria firma, ne mancherebbero solamente due per mettere fine definitivamente alla consiliatura del primo cittadino. Affinché l’atto sia efficace, però, occorrono 17 firme entro il 20 febbraio. Qualora si raggiungesse il numero richiesto, il notaio ha quattro giorni di tempo per ratificare al segretario comunale le dimissioni di massa, dopodiché si tornerà alle urne già a maggio-giugno 2026. Se Fiorita non fosse sfiduciato, invece, probabilmente si attenderà la scadenza del mandato che terminerà nel 2027.