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San Luca, 41 anni fa l’omicidio del brigadiere Tripodi

San Luca, 41 anni fa l’omicidio del brigadiere Tripodi
Il brigadiere dei carabinieri Carmine Tripodi prestava servizio alla Stazione di San Luca ed era impegnato in prima linea nella lotta alla criminalità dell’Aspromonte. Tra le operazioni più importanti a cui prese parte vi furono quelle contro i sequestri di persona, un fronte particolarmente duro in quegli anni. Determinante fu il suo contributo alle indagini che portarono all’individuazione e all’arresto dei responsabili del rapimento dell’ingegnere napoletano Carlo De Feo, rimasto in mano ai sequestratori per 395 giorni. La sera del 6 febbraio 1985 Tripodi stava raggiungendo, a bordo della propria auto, la caserma della Compagnia dei carabinieri di Bianco. Durante il tragitto cadde in un agguato: tre uomini gli sbarrarono la strada e aprirono il fuoco con colpi di lupara. Colpito mortalmente, il brigadiere riuscì comunque a reagire, esplodendo alcuni colpi con la sua arma e ferendo almeno uno degli aggressori prima che questi si dessero alla fuga. A distanza di 41 anni da quell’omicidio, San Luca ha voluto rinnovare il ricordo di un servitore dello Stato insignito della Medaglia d’oro al Valor Militare. La commemorazione si è svolta nel luogo in cui Tripodi fu assassinato, dove sono stati tributati gli onori militari e deposta una corona d’alloro davanti al monumento che ne custodisce la memoria. La cerimonia è proseguita con una messa celebrata da monsignor Francesco Oliva, vescovo della diocesi di Locri-Gerace, insieme al cappellano militare don Aldo Ripepi. Successivamente, autorità civili e militari si sono riunite nell’omonima piazza di San Luca per la deposizione di una corona al monumento dedicato al brigadiere Carmine Tripodi, rinnovando un impegno di memoria che continua a parlare di coraggio, dovere e fedeltà alle istituzioni.