Vai al contenuto
PUBBLICITÀ

Milano, fermato condannato per sequestro di Cristina Mazzotti

Milano, fermato condannato per sequestro di Cristina Mazzotti
Un uomo condannato all’ergastolo per il sequestro e l’omicidio di Cristina Mazzotti è stato fermato nella notte dagli agenti della Squadra Mobile di Milano. Si tratta di Giuseppe Calabrò, già coinvolto nell’inchiesta “Doppia Curva” sulla presenza di criminalità organizzata nelle tifoserie di Inter e Milan. Le autorità temevano un concreto pericolo di fuga dopo la recente sentenza di condanna e la prenotazione di un volo per la Calabria. Calabrò era libero nonostante la sentenza di primo grado all’ergastolo emessa il 4 febbraio dalla Corte d’Assise di Como per l’omicidio aggravato di Mazzotti, rapita nel 1975 a Eupilio, in provincia di Como. La giovane venne tenuta prigioniera in una buca a Castelletto Ticino in condizioni disumane, senza sufficiente aerazione e sottoposta a massicce dosi di farmaci, fino alla sua morte a Galliate, in provincia di Novara. I pubblici ministeri Paolo Storari, Pasquale Addesso e Stefano Ammendola hanno disposto il fermo proprio per la pericolosità del soggetto. Secondo il provvedimento, Calabrò “vantava e vanta, nella sua attualità, una fama criminale” che gli permetterebbe di relazionarsi su un piano di rilievo con figure di spicco della criminalità calabrese, sia al Nord che in Calabria. Questa rete di contatti potrebbe fornirgli supporti logistici e risorse per sottrarsi all’esecuzione della pena, ritengono gli inquirenti. Un elemento che ha aggravato la valutazione cautelare è stato il fatto che l’uomo aveva prenotato un volo da Milano a Reggio Calabria la mattina successiva al fermo, circostanza considerata un segnale della possibile volontà di allontanarsi dal territorio. La figura di Calabrò era già emersa nell’ambito dell’inchiesta “Doppia Curva”, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano, che ha indagato sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nelle curve degli stadi di Inter e Milan. In quel contesto il suo nome è stato associato a rapporti e ruoli di rilievo all’interno di reti criminali organizzate. Il fermo rappresenta un nuovo capitolo nella vicenda giudiziaria legata al tragico sequestro della Mazzotti, un caso che ha segnato profondamente la cronaca italiana e che, dopo oltre cinquant’anni, continua a evolversi anche attraverso indagini su fenomeni criminali contemporanei.