Colpi in serie ai bancomat in Calabria, fermate 5 persone

Una lunga sequenza di assalti agli sportelli automatici, con almeno otto episodi registrati in Calabria, è finita al centro di un’operazione dei carabinieri del Nucleo investigativo di Taranto, che hanno eseguito cinque fermi nei confronti di presunti appartenenti a una banda specializzata nei furti con la tecnica della “marmotta”.
L’indagine, coordinata dalla Procura ionica, è partita dall’esplosione di un bancomat avvenuta il 15 novembre scorso a Montemesola. Da quell’episodio gli investigatori hanno ricostruito una serie di colpi messi a segno in tempi ravvicinati e su territori molto distanti tra loro, tra Calabria, Basilicata, Campania e Lazio.
Secondo quanto emerso, al vertice dell’organizzazione ci sarebbe un 46enne di Bari, ritenuto il principale promotore delle azioni criminali. Insieme a lui sono stati fermati quattro giovani, di età compresa tra i 20 e i 28 anni, originari delle province di Taranto e Bari, accusati di aver partecipato, a vario titolo, alle incursioni notturne.
Agli indagati vengono contestati complessivamente almeno 17 assalti a sportelli automatici. Oltre ai colpi avvenuti in Puglia e Basilicata, l’inchiesta ha documentato almeno otto episodi in Calabria, in particolare nella provincia di Cosenza, e ulteriori azioni nelle province di Benevento, Frosinone, Caserta, Napoli, Salerno e Foggia. L’ultimo assalto risalirebbe alla notte tra il 2 e il 3 febbraio a Santa Margherita di Savoia.
Le indagini hanno fatto emergere un modus operandi ben collaudato, basato su sopralluoghi, pianificazione dettagliata e uso di cariche esplosive capaci di provocare ingenti danni agli sportelli. Il bottino complessivo dei furti contestati supererebbe i 170mila euro. I cinque fermati restano ora a disposizione dell’autorità giudiziaria e i provvedimenti sono sottoposti alla valutazione del giudice per le indagini preliminari.