Spreco alimentare: l’Italia migliora, Calabria in difficoltà

In Italia lo spreco alimentare è in calo, ma resta ancora lontano dagli obiettivi fissati dall’Onu per il 2030. Secondo il Rapporto “Il caso Italia 2026” dell’Osservatorio Waste Watcher International, negli ultimi dodici mesi la quantità di cibo buttato dalle famiglie è diminuita del 10%, attestandosi a 554 grammi pro capite a settimana. Un miglioramento che vale circa 7 miliardi di euro di spreco domestico, ma che non basta a colmare il divario rispetto al traguardo della riduzione del 50% entro fine decennio.
La situazione in Calabria
Il quadro non cambia molto se si guarda alla Calabria, dove lo spreco alimentare continua a rappresentare una criticità. In regione si gettano molti chilogrammi di cibo a persona ogni anno, un dato che colloca il Sud tra le aree più “sprecone” del Paese. Il valore economico delle eccedenze alimentari in Calabria che finiscono nella spazzatura è stimato intorno ai 200 milioni di euro l’anno (dati 2023).
Cosa va sprecato
I prodotti più frequentemente sprecati sono frutta e verdura fresche, pane, insalate e tuberi, alimenti di uso quotidiano che incidono in modo significativo sul bilancio delle famiglie. Un paradosso che si accentua se si considera il contesto sociale: una parte consistente della popolazione calabrese vive in aree definite “deserti alimentari”, dove l’accesso a cibo sufficiente e di qualità è limitato.
Come contenere lo spreco
Negli ultimi anni sono state avviate diverse iniziative per arginare il fenomeno. Tra queste l’introduzione di strumenti tecnologici come l’app BringTheFood, utilizzata per favorire il recupero delle eccedenze alimentari in collaborazione con il Banco Alimentare della Calabria. A ciò si aggiungono i finanziamenti regionali destinati ai comuni per la realizzazione di hub ed empori solidali, con risorse che nel 2025 hanno superato complessivamente gli 11 milioni di euro, in parte finalizzate proprio alla lotta contro lo spreco.
Il contributo delle istituzioni
Anche sul piano istituzionale il tema è entrato nell’agenda politica regionale, con l’adozione di mozioni e misure volte a incentivare il recupero dei prodotti invenduti e a rafforzare la rete tra produttori, grande distribuzione ed enti del terzo settore. L’obiettivo è duplice: ridurre i rifiuti alimentari e rispondere, allo stesso tempo, alle crescenti difficoltà di accesso al cibo per le fasce più fragili della popolazione.
La Calabria resta quindi una delle aree dove la sfida contro lo spreco è più complessa. I segnali di cambiamento non mancano, ma per ottenere risultati duraturi sarà necessario affiancare agli interventi strutturali un maggiore coinvolgimento dei cittadini, puntando su una gestione più attenta della spesa, sulla corretta conservazione degli alimenti e su una diffusa cultura del consumo responsabile.