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Lavoro nero nel mirino: scatta il blitz a Cosenza

Lavoro nero nel mirino: scatta il blitz a Cosenza
Il lavoro sommerso si conferma tra le piaghe della Calabria. Una fotografia drammatica, infatti, emerge dall’operazione condotta dall’ITL di Cosenza, insieme al Nucleo speciale dei Carabinieri in collaborazione con le autorità locali, nell’ambito della campagna “Alto Impatto” non solo per quel che concerne i controlli relativi alla movida urbana ma soprattutto per quelli inerenti ai settori dell’industria, terziario, dell’agricoltura e dell’edilizia.  

L'operazione

Riguardo alla campagna “Alto Impatto”, in un circolo ricreativo due lavoratori su due erano privi di un’assunzione regolare e di una copertura assicurativa. Dunque, è scattata la sospensione dell’attività imprenditoriale a cui è seguita l’irrogazione della somma aggiuntiva pari a 2.500 euro e della multa di 31.200 euro per il lavoro nero. Nel campo edilizio, invece, controlli a tappeto su un cantiere dove un lavoratore prestava attività in nero. Anche in questo caso, le autorità hanno proceduto alla sospensione dell’attività irrogando una somma aggiuntiva di 2.500 euro e un’altra sanzione di 3.900 euro.  

Le aziende dedite al lavoro nero

In merito al terziario, all’industria e all’agricoltura, sono state oggetto di ispezioni ben nove aziende. Sette di queste erano dedite al lavoro sommerso. Nello specifico, su undici lavoratori, quattro non erano assunti e soprattutto privi della copertura assicurativa. Gravi irregolarità che hanno portato gli ispettori ad adottare due provvedimenti di sospensione irrogando altresì una somma aggiuntiva di 2.500 euro per ognuna nonché di una sanzione pecuniaria pari complessivamente a 15.600 euro. Peraltro, sono cinque le prescrizioni adottate per un totale di 12mila euro, poiché quattro sistemi di videosorveglianza non erano autorizzati e una per l’assenza di aggiornamento del Documento di valutazione dei rischi.