Il mercato del libro chiude il 2025 in territorio negativo. Le vendite si fermano a 1,5 miliardi di euro, con un calo del 2,1% a valore, mentre le copie vendute scendono del 3%, attestandosi a 99,5 milioni.
Un dato importante
Un dato che segna un passaggio simbolico: per la prima volta negli ultimi cinque anni, il mercato del libro di varia – narrativa e saggistica a stampa, esclusa la scolastica e considerando librerie fisiche, online e grande distribuzione – scende sotto la soglia dei 100 milioni di copie.
Aspettative di ripresa
Nonostante la frenata, il settore guarda con fiducia ai prossimi anni. Le aspettative di una ripresa sono legate al biennio 2026-2027, quando entreranno a regime alcune misure di sostegno: 60 milioni di euro per le biblioteche, la Carta Valore per i diplomati under 19 dal 2027 e la piena operatività della Carta Cultura per le famiglie con Isee sotto i 15 mila euro.
Il quadro dell'AIE
Il quadro emerge dall’analisi dell’Associazione Italiana Editori, presentata a Venezia durante il 43° Seminario di perfezionamento della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri. Secondo il presidente Innocenzo Cipolletta, un segnale rilevante arriva dalla fine dell’anno: dicembre 2025 ha chiuso in negativo rispetto allo stesso mese del 2024, interrompendo una lunga serie di chiusure positive.
A pesare è stato anche il rendimento delle novità editoriali: i titoli pubblicati sono aumentati, ma le copie vendute sono diminuite più del catalogo. La flessione ha colpito soprattutto i libri a prezzo più basso, complice anche il ridimensionamento di fumetti e manga dopo il boom degli ultimi anni.
Digitale in costante crescita
In controtendenza il digitale. Ebook e audiolibri continuano a crescere e contribuiscono a contenere le perdite complessive del mercato. Sul fronte dei generi, tiene solo il comparto bambini e ragazzi, mentre calano narrativa, saggistica e manualistica. Tra i canali di vendita, soffrono online e grande distribuzione; le librerie fisiche limitano il calo, ma le indipendenti restano le più penalizzate.
A questo punto vale la pena chiederselo: cosa potrebbe farci tornare più spesso in libreria?
