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Concorso Giustizia, esclusione annullata dal Tar

Concorso Giustizia, esclusione annullata dal Tar
La candidata era stata dichiarata non idonea alla prova scritta del concorso per assistenti indetto dal Ministero della Giustizia, ma il Tar del Lazio ha ribaltato l’esito riconoscendo le ragioni ad una candidata calabrese.  

Il ricorso

Al centro della questione, approdata davanti ai giudici amministrativi grazie al ricorso approvato dagli avvocati Danilo Granata e Alessandro Rosti, vi era un quesito del quiz ritenuto poco chiaro. La domanda era incentrata sull’individuazione di un sinonimo che presentava due risposte corrette, una delle quali era stata indicata dalla partecipante senza però essere considerata valida in sede di correzione. Dunque, i legali hanno prodotto fonti enciclopediche e lessicali a sostegno dell’equivalenza semantica delle risposte. Alla luce di ciò, il Collegio ha rilevato l’oggettiva ambiguità del quesito. Dopo la pronuncia, Formez PA ha rivalutato i punteggi assegnati, procedendo ad una correzione per tutti quei candidati interessati dalla domanda contestata. La ricorrente, originaria del Cosentino, ora è idonea e quindi potrà aspirare all’inserimento nelle graduatorie concorsuali.  

Le dichiarazioni di Granata

“Questa sentenza – commenta l’avvocato Granata - dimostra che vale la pena tutelare i propri diritti quando si riscontrano evidenti incongruenze. Non è accettabile che un candidato venga escluso per una domanda formulata in modo impreciso. Il TAR ha riconosciuto che la risposta scelta dalla candidata era corretta e supportata da fonti autorevoli. È una decisione che restituisce fiducia nel sistema dei concorsi pubblici". Per il legale, “si tratta non solo di una vittoria individuale, ma di un risultato che rafforza il principio di equità e trasparenza nelle selezioni della pubblica amministrazione”.