Ferramonti di Tarsia, la memoria che interroga il presente

Ricordare non significa solo “guardare al passato”: è un verbo che richiede di essere messo in relazione con il presente. La memoria va custodita, tenuta viva; ci impone un dialogo costante con il tempo che viviamo. Altrimenti rischia di svuotarsi di significato, perdendo il suo senso più profondo: quello di fungere da monito per il presente, offrendo gli strumenti per riconoscere e contrastare gli errori e gli orrori che l’umanità ha commesso. Affinché quel “mai più”, che tante volte sentiamo pronunciare a gran voce, non resti mera retorica, ma diventi consapevolezza e responsabilità civile.
Il 27 gennaio il Museo internazionale della memoria di Ferramonti di Tarsia ha ospitato le celebrazioni ufficiali e istituzionali del Giorno della memoria in Calabria. Un'importante occasione di commemorazione e riflessione collettiva, dedicata alle vittime delle persecuzioni razziali e a chi, in questo luogo, ha conosciuto la privazione della libertà. All'evento hanno preso parte istituzioni, cittadini, rappresentanti del mondo culturale e religioso. Tra questi, la prefetta di Cosenza Rosa Maria Padovano, la direttrice del Museo della memoria Ferramonti Teresina Ciliberto, e il sindaco di Tarsia Roberto Ameruso. Durante la cerimonia, sono state consegnate quattro medaglie d’onore ai familiari di deportati nati in Calabria e internati a Ferramonti: storie personali che restituiscono concretezza e umanità alla memoria storica.