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I medici di famiglia contestano le sanzioni dell'Asp di Reggio Calabria

I medici di famiglia contestano le sanzioni dell'Asp di Reggio Calabria

I medici di medicina generale della Piana di Gioia Tauro esprimono critiche nei confronti delle comunicazioni inviate dalla Commissione medica per l’appropriatezza prescrittiva (organismo deputato al monitoraggio dell’appropriatezza prescrittiva e della spesa sanitaria) dell’Asp 5 di Reggio Calabria, che ha contestato prescrizioni mediche ritenute quantitativamente eccessive, avanzando richieste di pagamento a carico dei professionisti coinvolti. Una vicenda che ha acceso il confronto e che, sabato scorso, ha portato ad una partecipata assemblea, presso la sede della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Palmi.

"Ricadute sull'autonomia professionale"

L’iniziativa è stata promossa dai medici della Piana, preoccupati per le ricadute sull’autonomia professionale e sulla qualità dell’assistenza. Al tavolo dei lavori erano presenti i medici Giovanni Barone, Fortunato Lucia, Marcello Leonello e Luisa Lacquaniti, medico di medicina generale e componente della Commissione medica per l’appropriatezza prescrittiva dell’Ast 5.

Numerosi gli interventi dei medici di famiglia, che hanno espresso un netto dissenso nei confronti dell’iniziativa dell’azienda sanitaria, giudicata penalizzante e potenzialmente lesiva dell’autonomia professionale. Un confronto acceso, ma, al tempo stesso, costruttivo, durante il quale i professionisti hanno ribadito il proprio impegno quotidiano orientato alla centralità dei pazienti e alla qualità delle cure. Secondo i medici intervenuti, l’atto prescrittivo non può essere ridotto a un semplice dato numerico o contabile. Al contrario, si tratta di una scelta clinica complessa, responsabile e spesso indispensabile, in alcuni casi anche salvavita. Scelte che, è stato sottolineato, devono essere compiute con mente lucida e in piena libertà decisionale, senza il condizionamento derivante dal timore di sanzioni economiche o richiami per il numero di prescrizioni effettuate.

All’assemblea ha partecipato anche l’onorevole Domenico Giannetta, consigliere regionale e medico, che ha invitato i presenti a redigere un documento unitario. Giannetta si è impegnato a farsi portavoce delle istanze emerse presso il Dipartimento regionale competente, con l’obiettivo di ottenere una rivalutazione della posizione assunta dalla suddetta Commissione e l’apertura di un confronto istituzionale.

L'appello dei pazienti

È intervenuta anche la moglie di un paziente di uno dei medici presenti, offrendo una testimonianza toccante. Ha riconosciuto la qualità dell’assistenza del proprio medico di famiglia, ma ha evidenziato le gravi difficoltà di accesso alle prestazioni specialistiche e i problemi legati alla sospensione della prescrivibilità di alcuni farmaci, con costi a carico dei cittadini. Un intervento accorato che ha richiamato l’attenzione sul peso crescente e sempre più insostenibile che tali criticità riversano sulle famiglie.

Dall’assemblea è emerso un appello chiaro alle istituzioni regionali e all’azienda sanitaria: avviare un dialogo serio e trasparente che superi logiche esclusivamente punitive e contabili, restituendo centralità al diritto alla salute dei cittadini. La medicina del territorio non può essere governata attraverso sanzioni che rischiano di trasformare l’atto medico in un “esercizio difensivo”, minando il rapporto di fiducia tra medico e paziente e indebolendo ulteriormente un sistema sanitario regionale già fragile, incapace di garantire i livelli minimi assistenziali e che attende una seria e rapida ricostruzione in termini di infrastrutture, strumenti e personale, a piena garanzia del diritto alla salute di tutti i cittadini.