Harry: Ciciliano,"evento epocale ma senza vittime"
Il mare si è ritirato, anche se ogni tanto qualche onda più alta sbattendo contro il muro della parte esterna del porto alza sbuffi bianchi d’acqua. E ruspe e pale in azione per rimettere a posto l’arenile creano un colpo d’occhio distopico. Gettando lo sguardo verso ovest nuvole nere, potenzialmente minacciose. Ma chi sta lavorando nella zona rimasta sommersa fra ieri notte e quasi tutta la giornata di ieri non ci fa caso. Commercianti, dipendenti delle attività produttive, centinaia di volontari, fra i quali molti ultras della curva Capraro spalano l’acqua, la portano via coi secchi, rimettono a posto garage, recuperano suppellettili. L’atterraggio, nell’area Teti che tre settimane fa ospitò il Capodanno Rai, dell’elicottero dei Vigili del fuoco sul quale arriva il capo del dipartimento nazionale della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, è una distrazione di pochi secondi: c’è troppo da fare, ripulire, smaltire, recuperare, spostare. Azione e disincanto: Catanzaro reagisce così, nessuno sbraita o impreca, pochissimi quelli che chiedono ristori in tempi rapidi, e comunque sull’ottenimento dello stato di calamità non sembra possano esservi dubbi, sebbene non sempre tutto vada secondo i piani, com’è accaduto a chi è stato colpito dall’alluvione di Cesena del maggio 2023. Ciciliano, accompagnato dal responsabile della Protezione Civile calabrese, Costarella, dal prefetto Castrese dal sindaco Fiorita percorre la zona più danneggiata, le cui foto hanno fatto un giro più largo in Europa che in Italia dove l’eco s’è spento in meno di ventiquattr’ore, guarda il caso. Evento epocale, dice nel punto stampa, con tempi di ritorno di più di un secolo: del resto, come definire una circostanza nella quale in due giorni cade la quantità di pioggia che si distribuisce in due terzi dell’anno? Fenomeno straordinario ma la macchina dell’allertamento e della prevenzione, dice Ciciliano, ha funzionato e non ci sono state vittime. E in effetti, troppe volte nel nostro Paese si sono perdute vite per fenomeni molto meno violenti…
Fabio Ciciliano – Capo Dipartimento Protezione Civile
La conta dei danni andrà avanti per un po’, come anche le valutazioni dei tecnici sulla forza d’onda subìta da infrastrutture pubbliche e private. Ciciliano assicura tempi rapidi, dopo la dichiarazione dello stato di emergenza, per la firma sulla prima ordinanza per risarcire i danni. Il sindaco Fiorita ringrazia il capo della Protezione Civile per l’attenzione, ma quel che gli preme è sottolineare come i catanzaresi abbiano affrontato le ore più critiche dell’emergenza e quella del primo soccorso, il più atteso. La giornata dell’orgoglio, la definisce, qualcosa che manda in frantumi uno dei clichè più industruttibili: quello del calabrese che si piange addosso…
Nicola Fiorita – Sindaco Catanzaro