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Naufragio di Cutro: il processo e le false promesse

Naufragio di Cutro: il processo e le false promesse
Nessuna promessa mantenuta, nessun ricongiungimento familiare, niente di tutto ciò che il Governo Meloni aveva annunciato. E la netta sensazione che, a tre anni dalla strage, l'Italia si sia dimenticata delle vittime, dei superstiti, dei loro parenti. La lettera divulgata da un gruppo di sopravvissuti al naufragio di Cutro e di parenti delle vittime che hanno perso la vita sulla Summer Love, è asciutta e durissima.

Perché vi siete dimenticati di noi?

“È difficile vivere senza Giustizia - scrivono - È difficile sopravvivere ogni giorno con le ombre dei nostri cari che sono arrivati morti sulle vostre coste. Vivere nella speranza che non accada ad altri. Ma a farci più male è la sensazione che vi siate dimenticati di noi. Passa un anno, poi due, si avvicina un’altra commemorazione. E alle promesse del vostro primo ministro non sono seguiti fatti concreti. I ricongiungimenti familiari in cui abbiamo creduto e che abbiamo sperato non si sono realizzati. Nessuna delle altre promesse che i politici ci hanno fatto in questi anni è stata mantenuta. Torneremo nel vostro paese per guardarvi negli occhi e chiedervi: perché vi siete dimenticati di noi?” Il riferimento, chiarissimo, è alla farsa del 16 marzo 2023. Quel giorno la presidente del Consiglio Giorgia Meloni convocò a palazzo Chigi alcuni superstiti e familiari del naufragio avvenuto il 26 febbraio. Una pezza messa malamente su una situazione che le era sfuggita di mano: prima la notizia dei mancati soccorsi al caicco avvistato diverse ore prima del naufragio; poi la figuraccia del suo ministro dell'Interno; quindi il mancato omaggio alle 94 vittime nel Palamilone; e ancora la figuraccia fatta nel corso del Consiglio dei ministri convocato a Cutro. Il 16 marzo a quelle persone furono fatte promesse che già si sapeva sarebbero state impossibili da mantenere. Ed oggi loro lo ricordano, chiedendone conto al Governo italiano.

Domani l'udienza

Lo fanno alla vigilia dell’inizio del processo che vede imputati quattro militari della Guardia di Finanza e due della Capitaneria di porto per naufragio colposo ed omicidio colposo plurimo: in sostanza per non aver soccorso l'imbarcazione, pur sospettando che a bordo vi fossero migranti. La prima udienza in realtà servirà solo per un rinvio: cambia, infatti, il collegio giudicante, come cambia pure il pm che sosterrà la pubblica accusa.