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Versace, il dialogo tra moda e Magna Grecia

Versace, il dialogo tra moda e Magna Grecia
C’è un filo che lega l'antico al contemporaneo, la Magna Grecia alle passerelle internazionali. È lo stesso che attraversa la mostra Terra Mater - Magna Grecia Roots Tribute dedicata a Gianni Versace, inaugurata a Reggio Calabria. Al Museo Archeologico Nazionale moda, arte e archeologia si incontrano, in un dialogo tra le creazioni del fondatore della Maison Versace e la cultura della Magna Grecia. «Questo per noi è un grandissimo momento, un'opportunità di riportare Gianni Versace a casa - dichiara Sabina Albano, curatrice della mostra -. È un tributo alle origini di questo artista, questo creatore che ha saputo portare nel mondo non solo la moda italiana ma anche le nostre immagini, le immagini della nostra iconografia».

Moda e archeologia in dialogo costante

Oltre quattrocento i pezzi - tra abiti iconici, accessori, Home Collection e materiali d’archivio – che raccontano un’estetica potente e riconoscibile, segnata da simboli come la Medusa e il meandro, in un confronto diretto con i reperti archeologici del museo. «La mostra ha alcune sezioni, dall'inizio della creazione. Addirittura abbiamo un abito di Franca Versace, madre della sartoria Versace - spiega Fabrizio Sudano, direttore del MArRC. L'esposizione - si compone di un dialogo costante tra il sistema decorativo utilizzato, l'iconografia di Versace, e i nostri reperti».

Versace: un figlio del Mediterraneo

Un percorso che va oltre la celebrazione del mito e restituisce alla città di Reggio Calabria il legame con uno dei suoi più grandi protagonisti. «Gianni Versace è ormai da tempo simbolo di eleganza, bellezza; di quello che significa fare scuola nel mondo della moda, del portamento. Lui lo ha fatto traducendo in arte e in forma visiva alcuni simboli della nostra tradizione - afferma Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio Calabria -. Celebrare Gianni Versace significa celebrare quello che ha fatto, celebrare la nostra storia. Ma significa anche, e soprattutto, dargli un posto nella storia per quello che sarà il futuro della nostra città». Per la curatrice Sabina Albano Versace rappresenta, attraverso la sua estetica, tutto il Mediterraneo e la Magna Grecia. «È un luogo, il Mediterraneo, un bacino in cui confluiscono mille e mille influenze, tradizioni, usi e costumi - afferma -. E lui lo ha filtrato. È un artista, un creatore, un creativo. È una sorta di frullatore e produttore distillato di essenze di tutto quello che è intorno a lui». L'esposizione sarà visitabile fino al 19 aprile 2026.