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Sport è inclusione: a Reggio Calabria "Una partita per la libertà"

Sport è inclusione: a Reggio Calabria "Una partita per la libertà"
Un incontro speciale, dove il calcio diventa simbolo di libertà e dignità. Sabato 13 dicembre, nel plesso di Arghillà dell'istituto penitenziario di Reggio Calabria, si è svolto il quadrangolare "Una partita per la libertà", iniziativa promossa dalla Garante regionale dei diritti delle persone detenute Giovanna Francesca Russo. In campo non solo detenuti, ma anche magistrati, polizia penitenziaria e personale dell'Agenzia nazionale per i beni sequestrati alla criminalità organizzata. Perché lo sport è molto più di una semplice attività fisica: può diventare un potente strumento di inclusione, educazione e reinserimento sociale. «Lo sport è portatore di valori: il valore della condivisione, il valore della competitività positiva. Diamo una luce di speranza, diamo anche un momento di svago, di condivisione - ha affermato Rosario Tortorella, direttore degli istituti penitenziari "Giuseppe Panzera" di Reggio Calabria -. Non dimentichiamo che la pena non è mai infinita, la pena termina, quindi dobbiamo cercare di creare le condizioni per una maturità della persona detenuta e una possibilità di guardare al futuro in un'ottica di speranza».

Dignità per le persone detenute

«L'obiettivo è quello di cercare di rimettere il carcere al centro del dibattito cittadino - spiega Stefano Musolino, procuratore aggiunto di Reggio Calabria - di non considerarlo un luogo di marginalità e di marginalizzazione. Venire qui a giocare questa partita significa provare a rimettere al centro dell'attenzione pubblica la situazione e la dimensione del carcere e dei problemi che i detenuti attraversano». «Tutte le istituzioni sensibili alla tematica del carcere, che non può rimanere isolato rispetto a quelle che sono le responsabilità che che lo Stato deve dimostrare anche nei confronti di chi ha sbagliato, sono qui ad essere messe in campo. Non a caso, siamo pronti anche alla costituzione dei tavoli permanenti: il tavolo sport, il tavolo lavoro».  A dichiararlo è la Garante regionale per i diritti delle persone detenute o private della libertà personale, Giovanna Francesca Russo, che aggiunge: «Nel merito del tavolo lavoro Reggio Calabria è stata promotrice, con il protocollo di prefettura, di una rivoluzionaria scelta: abbattere i tassi di recidiva proprio dando lavoro, tramite le istituzioni che intercettano le esigenze lavorative e formative della popolazione detenuta».