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Docenti per Gaza, prima iniziativa del nodo regionale all'Unical

Docenti per Gaza, prima iniziativa del nodo regionale all'Unical
Difendere la libertà di dissenso e il diritto-dovere a un insegnamento critico e consapevole: è l’obiettivo della rete nazionale "Docenti per Gaza", che denuncia quella che definisce una distorsione sistemica della narrazione sul conflitto e la distruzione del sistema educativo nella Striscia di Gaza. Lo scorso mercoledì 10 dicembre a Rende, presso l’Università della Calabria, docenti, studenti, attivisti e formatori si sono riuniti per la prima iniziativa pubblica del nodo regionale: un’occasione per discutere di libertà di insegnamento e del ruolo delle istituzioni educative nei contesti di crisi.

Decolonizzare il sapere

«Siamo di fronte, lo sappiamo benissimo ormai da tantissimo tempo, non solo dal 7 Ottobre 2023 come qualcuno ci vuole far credere, a un vero e proprio "scolasticidio" - afferma Giuseppe Bornino, referente regionale per la Calabria di "Docenti per Gaza" -: una vera e propria ecatombe non solo di vite umane, ma anche di sapere e di conoscenze. Le università e le scuole palestinesi sono ormai ridotte a un cumulo di macerie, sia materiali, fisiche, che ideali. Abbiamo scelto di lanciare il nodo territoriale calabrese con un'iniziativa in un luogo della cultura, in un luogo della formazione, in un luogo del sapere il luogo del sapere per eccellenza, l'Università della Calabria, e discutere assieme ad attiviste, docenti e studenti di decolonizzazione del sapere».

Libertà è conoscenza

«Il sapere critico, la conoscenza libera, dovrebbero essere garantiti dal sistema universitario - afferma Alessia Roberto, studentessa Unical -. Penso e spero che un gruppo di persone, di studenti in particolare, convinti di poter cambiare le cose, possano trasformare di nuovo l'università in quello che era un tempo: un luogo di aggregazione che possa dare origine a delle idee rivoluzionarie». «C'è una narrazione tossica che in qualche modo viene propagandata, diffusa capillarmente, in modo velenoso, almeno dal 1948, dai tempi della Nakba, che dobbiamo prezzo per pezzo smontare - conclude Bornino -. Che sia la prima di una serie di tante iniziative di questa rete: non solo qui nel territorio cosentino, ma anche nelle altre province del territorio calabrese».