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Fuochi d'artificio illegali al porto di Gioia: sequestrati 120 kg

Fuochi d'artificio illegali al porto di Gioia: sequestrati 120 kg
Con l’avvicinarsi del Natale e del Capodanno, aumentano i controlli contro il traffico illecito di fuochi pirotecnici. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), in collaborazione con la Guardia di Finanza, ha intensificato in queste settimane le attività di monitoraggio e prevenzione, già al centro di un impegno costante negli ultimi anni.

Oltre 120 tonnellate di materiale esplodente intercettato

Negli ultimi due anni, le verifiche effettuate nell’area portuale hanno portato al sequestro di più di 120 tonnellate di materiale pirotecnico illegale, prive delle autorizzazioni previste dalla legge. Una quantità imponente, che avrebbe potuto rappresentare un grave pericolo per la sicurezza pubblica e causare ingenti danni se immessa sul mercato.

L’arsenale nascosto nei container

Il materiale esplodente è stato rinvenuto in diversi container provenienti dalla Cina e destinati alla Libia. La documentazione doganale indicava la presenza di merci innocue, ma la scansione radiogena effettuata con le apparecchiature ADM – seguita da un’ispezione congiunta di funzionari doganali e militari della Guardia di Finanza – ha permesso di scoprire la realtà: un vero e proprio arsenale di fuochi pirotecnici, abilmente nascosto dietro un carico di copertura composto da articoli in ceramica.

Il ruolo dell’analisi dei rischi

L’operazione si inserisce in una più ampia attività di analisi dei rischi sviluppata localmente e condotta con la Guardia di Finanza. Grazie a questo lavoro investigativo, negli ultimi due anni sono stati sequestrati oltre 140 mila pezzi esplodenti illegali, segno di un traffico organizzato e ramificato, monitorato con crescente efficacia.

La delicata operazione di distruzione

A causa dell’elevata pericolosità del materiale sequestrato, l’Autorità Giudiziaria ha disposto che la distruzione avvenisse con una procedura particolarmente rigorosa. Alle operazioni hanno partecipato i militari del 10° Centro rifornimenti e manutenzioni (Ce.Ri.Mant.) di Napoli dell’Esercito Italiano, che include un nucleo di artificieri altamente specializzati, operativo su tutto il territorio nazionale. La distruzione e il brillamento del carico sono avvenuti in un’area isolata e separata dalle normali attività portuali, garantendo sicurezza e tutela dell’ambiente circostante.