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Un nuovo Cda per la Fondazione Varia di Palmi

Un nuovo Cda per la Fondazione Varia di Palmi

La Fondazione Varia di Palmi apre una nuova fase della propria storia con l’insediamento del nuovo Consiglio di Amministrazione, guidato dal presidente Antonio Malgeri, e con l’avvio ufficiale del percorso che condurrà all’edizione 2026 della Varia, simbolo identitario e patrimonio culturale di inestimabile valore per la comunità palmese.

La conferenza stampa di presentazione ufficiale del nuovo CdA si è svolta nella Sala consiliare del Comune di Palmi, moderata dall’assessore ai Grandi eventi Giuseppe Magazzù e alla presenza di un pubblico numeroso. Nel corso dell’incontro è stato ricordato con orgoglio che la Varia è Patrimonio immateriale Unesco: una festa che nasce a Palmi, ma che guarda al mondo e parla al mondo, confermandone la portata universale e la straordinaria capacità di unire tradizione, spiritualità e identità culturale.

Hanno preso parte all’iniziativa anche Giuseppe Ranuccio, sindaco di Palmi e vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, e Giuseppe Mattiani, consigliere regionale, i quali hanno ribadito come la Varia rappresenti non solo un tesoro della città, ma un patrimonio dell’umanità, capace di trasmettere valori universali.

Il nuovo Cda

Il nuovo CdA della Fondazione Varia di Palmi è composto, oltre che dal presidente Malgeri, da Leonardo Rao, Domenica Bagalà, Marisa Gambi e Carmen Gualtieri. La loro nomina segna l’avvio di un percorso improntato a unità, responsabilità e visione, con l’obiettivo di superare le criticità del passato e rilanciare la Festa simbolo della città.

La Fondazione ha ribadito la volontà di promuovere condivisione, partecipazione e apertura a ogni contributo utile, rafforzando il legame con la comunità palmese e valorizzando ulteriormente la Varia come elemento di coesione e orgoglio collettivo. Con spirito di fiducia, la nuova governance guarda al futuro, determinata a trasformare questa fase in un momento di crescita culturale, sociale e spirituale per Palmi, al fine di confermare la Varia non solo come patrimonio della città, ma come un faro di tradizione e bellezza riconosciuto in tutto il mondo.