Tenuta Iuzzolini: arriva il nuovo vino d'impronta magno-greca

Un nuovo vino affinato in terracotta, ritorno ad una tradizione millenaria che affonda le radici nel periodo greco-romano. Cemento, acciaio e legno sono i materiali dei contenitori utilizzati per affinare il vino ma da qualche tempo, per la felicità degli appassionati, è stata riscoperta e riproposta la vinificazione in anfora, che esalta la genuinità del prodotto.
Dopo essere stata una delle pochissime cantine che ha utilizzato botti di castagno per ottenere il Maradea, Tenuta Iuzzolini scommette ora sulla terracotta: nella bottaia dell'azienda di Cirò Marina sono da poco arrivate sei anfore, quattro da 800 litri e due da 1.600 litri, nelle quali presto verrà messo a riposare il frutto di una coltivazione di gaglioppo, il vitigno tipico delle produzioni di Cirò rosso, che per l’estate 2026 diventerà il nuovo, attesissimo vino della cantina calabrese che al ritmo di 30 mila bottiglie al giorno, 4 milioni e mezzo all’anno, e della straordinaria qualità dei suoi vini ha conquistato i mercati italiano, europeo e mondiale.
Il nome del nuovo vino è già stato registrato presso l’ufficio brevetti e marchi del ministero delle imprese, ma Pasquale Iuzzolini lo rivelerebbe nemmeno sotto tortura. Le anfore provengono da un’azienda della provincia di Trento: ovviamente hanno poco a che vedere con quelle del passato, ma consentono di trattenere e valorizzare gli aromi naturali senza trasmettere i propri, come accade col legno, e di garantire, grazie alla porosità, un’ossigenazione ottimale limitando il rischio di ossidazione, ed un migliore isolamento termico.
In agricoltura, l’evoluzione non esclude il ricorso alle tecniche del passato: anche per Tenuta Iuzzolini si tratterà di studiare, correggere, migliorare. Per ottenere e presentare un vino all’altezza del prestigio della cantina e delle esigenti aspettative della clientela.