Ha rassegnato le dimissioni dall'incarico il sindaco di Crotone Vincenzo Voce. La decisione è stata presa a seguito di un evento che ha scosso non solo la politica, ma anche la città tutta:
l'aggressione fisica e verbale nei confronti del consigliere comunale Ernesto Ioppoli. La circostanza è stata resa nota dallo stesso Ioppoli che, in una nota, ha dichiarato di
aver ricevuto due pugni ed un calcio dal primo cittadino durante una riunione al palazzo della Provincia nel mentre si stava discutendo della realizzazione di
alloggi popolari a via Israele - nel quartiere Tufolo.
Il passo indietro
Voce, in un comunicato stampa, ha espresso "pubblicamente
le più sincere scuse al consigliere Ioppoli e alla città", ritenendo "doveroso compiere
un passo indietro per senso di responsabilità istituzionale. Le istituzioni devono essere sempre esempio di equilibrio e rispetto - ha detto il sindaco - valori che oggi intendo riaffermare presentando le mie dimissioni."
«È una bruttissima pagina della nostra città, per la politica della nostra città - ha dichiarato ai giornalisti il consigliere Ioppoli - quindi comunque
andrò avanti con i miei legali. È una cosa che sarebbe stato meglio evitare. Purtroppo in alcuni casi
l'istinto lascia il passo alla ragione».
Le scuse di Voce a Ioppoli
«
Ritengo che fossero più che doveroso dal punto di vista umano - ha proseguito Ioppoli - io conosco Enzo Voce da tanti anni,
apprezzo le sue scuse, pongono rimedio, ripeto, a una pagina politica. La pagina personale, invece, è altra cosa e
la risolveremo in altri modi».
Entra in campo Cretella
Le dimissioni del sindaco Voce
non sono state definitive irrevocabili, dunque avrà 20 giorni di tempo per ritirarle. In questo frangente
le redini sono tenute dal vicesindaco Sandro Cretella.
Cosa accadrà ora?
«Fondamentalmente
l'amministrazione va avanti - ha dichiarato Cretella - io nella qualità di vice-sindaco ne assumo la reggenza. Chiaramente
il Consiglio Comunale rimane in carica, la Giunta Comunale rimane in carica, questo
per i prossimi venti giorni perché la norma prevede che laddove il sindaco non intendesse revocare le proprie dimissioni possa farlo entro i prossimi venti giorni,
laddove entro il ventesimo giorno non pervenga l'eventuale ritiro delle dimissioni rassegnate si consoliderebbero con
la procedura di nomina commissariale da parte della Prefettura».
Il commento sull'accaduto
«
Non ero presente a quello che è accaduto e per come è stato riportato - ha proseguito il vicesindaco - io posso dire da persona più vicina sia politicamente sia per il rapporto di fraterna amicizia che mi lega al sindaco che conoscendolo di sicuro
non è quello che può apparire sulla base di un singolo gesto che lui stesso del resto ha stigmatizzato dal punto di vista dell'accaduto. È accaduto evidentemente in
un clima di estrema esasperazione sia per il problema anziana sia per il particolare periodo che attraversa l'amministrazione in questo momento».
Rinviato a domani il Consiglio Comunale
Nel pomeriggio di martedì era
in programma la seduta di Consiglio Comunale che aveva - tra i punti all'ordine del giorno - una mozione riguardante la costruzione di 24 alloggi di edilizia popolare in via Israele.
La seduta non ha visto il raggiungimento del numero legale - con l'assenza di 22 consiglieri e la presenza di soli 11. La seduta è stata
rinviata a martedì 29 ottobre alle 15.30.