Clan Gaglianesi, due ritorni in carcere: confermate accuse di mafia

Due persone, ritenute parte dello storico clan dei "Gaglianesi", sono tornate in carcere a Catanzaro su ordine del Tribunale del Riesame, che ha ripristinato nei loro confronti la misura cautelare detentiva per i reati di associazione di tipo mafioso, estorsione e lesioni personali, aggravati dal metodo mafioso. A eseguire i provvedimenti i carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro. I due erano già stati arrestati il 27 febbraio scorso nell’ambito di un’ampia operazione che aveva portato all'arresto di 23 soggetti, indagati a vario titolo per una lunga serie di reati – mafia, estorsioni, usura, rapine, truffe, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori – aggravati anche dalle finalità o modalità mafiose.
Riesame conferma le accuse
Il Tribunale del Riesame aveva, in un primo momento, parzialmente riformato l’ordinanza cautelare, ritenendo non sufficienti gli indizi di colpevolezza in relazione all’associazione mafiosa e all’aggravante del metodo mafioso. Contro questa decisione la DDA ha presentato ricorso in Cassazione, che lo scorso luglio ha annullato con rinvio l’ordinanza. Il Riesame, in sede di rinvio, ha dunque confermato l’impianto accusatorio del Giudice per le Indagini Preliminari, disponendo nuovamente la custodia cautelare in carcere per entrambi gli indagati, ritenuti parte dell'associazione mafiosa localmente denominata “Clan dei Gaglianesi”. Lo stesso destino era toccato a un altro indagato a fine settembre: inizialmente scarcerato dopo una decisione del Riesame, è tornato in carcere in seguito all’annullamento dell’ordinanza da parte della Suprema Corte, che ha accolto anche in quel caso il ricorso della Procura.
Clan operativo da oltre 10 anni
L’operazione trae origine da una complessa attività investigativa, sviluppata per un lungo arco temporale e condotta con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro. Le indagini, basate su intercettazioni e verifiche sul campo, hanno fatto emergere – nella fase preliminare e con ogni riserva legata al successivo processo – l’operatività del clan dei “Gaglianesi” sin dal 2014. Secondo gli investigatori, il gruppo mafioso avrebbe compiuto una pluralità di reati contro il patrimonio e la persona agendo sotto l’influenza delle potenti locali di ‘ndrangheta di Isola Capo Rizzuto e San Leonardo di Cutro (KR), nonché mantenendo collegamenti con altre cosche calabresi.