Era lo scorso
4 gennaio quando
Serafino Congi, 48enne di San Giovanni in Fiore,
morì dopo un'attesa di tre ora su un'ambulanza con medico a bordo che lo trasferisse dal nosocomio silano a quello di Cosenza, poichè
aveva in corso un infarto. Dopo nove mesi - e
numerosi appelli da parte della famiglia, delle associazioni e della politica -
l'Azienda Sanitaria Provinciale bruzia è intervenuta sulla vicenda esprimendo «profonda vicinanza e rispetto nei confronti della signora Caterina Perri e delle sue figlie».
La commissione interna
« All’indomani dei fatti - riferisce l'Asp in una nota - è stata
istituita una commissione interna che ha elaborato proprie relazioni. Gli atti richiesti sono stati
trasmessi agli organi competenti e non possono essere consegnati ai familiari in quanto potrebbero condizionare e/o influenzare il procedimento penale in corso nonché il regolare svolgimento delle attività ispettive. Si precisa inoltre che
la cartella clinica del paziente è stata posta sotto sequestro dall’autorità giudiziaria e pertanto non è nella disponibilità dell’Azienda».
«L’Asp - prosegue -
conferma di aver collaborato pienamente con la magistratura e di aver trasmesso tutte le risultanze agli organi competenti. Non appena le condizioni normative e procedurali lo consentiranno,
saranno fornite ai familiari le informazioni richieste attraverso gli strumenti previsti dalla legge. In questa fase
l’ASP di Cosenza mantiene un atteggiamento di prudenza e rispetto, confidando che le indagini facciano piena luce sull’accaduto».