L'ennesima intimidazione rivolta a
Michele Conia, sindaco di
Cinquefrondi, nel reggino: nel pomeriggio di ieri, mercoledì 27 agosto, sono stati scoperti
tre incendi sullo stesso terreno di famiglia, in tre punti diversi. Vigili del fuoco e carabinieri, intervenuti sul posto, hanno confermato la
natura dolosa del rogo.
«
Non mi avete fatto niente – scrive il primo cittadino su
Facebook -. Sono alla luce del sole davanti alla sezione di Rinascita Per Cinquefrondi, se qualcuno vuole dirmi qualcosa lo faccia qui.
Solo i vigliacchi agiscono di nascosto. A testa alta!».
Roberto Occhiuto: «La Calabria non deve arrendersi a simili gesti criminali»
«Sincera solidarietà al sindaco di Cinquefrondi, Michele Conia, e alla sua famiglia, vittime di un vile atto intimidatorio. Colpire i beni personali di un amministratore significa tentare di minare la serenità di chi, con impegno e sacrificio, dedica una parte della propria vita alla comunità.
La Calabria non può e non deve arrendersi a simili gesti criminali, che offendono non solo la persona colpita ma l’intera nostra regione.
Al fianco del sindaco Conia e di tutti gli amministratori che, con coraggio, rappresentano l’avamposto dello Stato nei territori». Commenta così il grave atto intimidatorio
Roberto Occhiuto, presidente dimissionario della Regione Calabria.
La solidarietà dell'Anci: «Gesto vile e inaccettabile»
Anche la presidente dell’
Anci Calabria, Rosaria Succurro, ha espresso solidarietà e vicinanza al sindaco Michele Conia e alla sua famiglia per l'intimidazione subita. «
Si tratta di un gesto vile e inaccettabile, che va condannato con fermezza e che non deve in alcun modo minare la serenità, la libertà e la determinazione di un sindaco impegnato quotidianamente al servizio della propria comunità - ha affermato Succurro -. Siamo accanto al sindaco Michele Conia, alla sua famiglia e alla comunità di Cinquefrondi, certi che non si lasceranno intimidire da chi tenta di colpire nell’ombra».
USB Calabria: «La sua lotta è anche nostra»
Solidarietà "piena e convinta" anche da parte della
confederazione USB Calabria. «Colpire la vita privata di un amministratore onesto e coraggioso significa tentare di piegare non solo una persona, ma un’intera comunità che ha scelto la via della partecipazione, della democrazia e della legalità.
Chi pensa di imporre paura e silenzio con la violenza troverà sempre la risposta ferma di chi difende i diritti collettivi, la dignità e la giustizia sociale - si legge in una nota stampa del responsabile legale della confederazione, Peppe Marra -. Con Michele Conia abbiamo condiviso tante piazze e tante battaglie per il bene dei calabresi, sempre dalla parte dei cittadini e delle fasce popolari. Per questo
la sua lotta è anche la nostra, e nessuna intimidazione potrà fermare un percorso che appartiene all’intera comunità. USB Calabria ribadisce che nessuna minaccia potrà spegnere l’impegno di chi, come Michele Conia, si batte per i più deboli e per il bene comune».