La Calabria si conferma, assieme a Sicilia e Campania,
tra le regioni col maggior numero di beni confiscati e sequestrati alla criminalità organizzata
destinati a finalità sociali o istituzionali. Lo rivela
il report dell'Agenzia nazionale alla quale questi beni vengono affidati dopo la confisca o il sequestro, e che a sua volta è incaricata di restituirli alla collettività.
Lo stato dell'arte
Alla data del 31 dicembre 2024 - scrive il report -
risultano destinati in Calabria 3.649 beni, 1657 dei quali sono terreni. 3.004 di questi sono stati trasferiti al patrimonio degli Enti territoriali; 449 sono stati mantenuti al patrimonio dello Stato;
111 sono stati venduti (81 dei quali per soddisfare i creditori in buona fede); 4 sono stati reintegrati nel patrimonio delle aziende che mantengono potenzialità produttive.
Finalità sociali
Ancora una volta - prosegue il report -
il riuso dei beni per finalità di carattere sociale risulta di gran lunga prevalente rispetto al mantenimento al patrimonio dello Stato ed alla vendita. Nel dettaglio
in Calabria 2.424 beni sono reimpiegati per finalità sociali, spesso affidati ad enti del terzo settore; 211 per finalità istituzionali, a disposizione di enti o amministrazioni; 151 per finalità economiche; 218 per finalità sociali-istituzionali.
Le iniziative
E proprio la Calabria è stata protagonista anche nella strategia di valorizzazione dei beni mobili non registrati, in particolare quelli di interesse culturale. La città di
Reggio Calabria ha, infatti, ospitato la mostra “SalvArti – Arte per la cultura della legalità – Dalle confische alle collezioni pubbliche”. Una mostra che ha presentato al pubblico, restituendole alla visione collettiva, 88 opere di riconosciuto interesse culturale:
opere di De Chirico, Pomodoro, Fontana, Sironi, Ligabue e Warhol provenienti da due diverse procedure di confisca. Eccezionale la partecipazione di pubblico, con oltre 26 mila visitatori nelle esposizioni di Reggio e Milano.
A Lamezia, invece, il progetto
“L’arte restituita. Dalle mafie ai cittadini”: l’esposizione di una selezione di 44 opere d’arte contemporanea, definitivamente confiscate, riconosciute prive di valore culturale, ma caratterizzate da grande pregio artistico.