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I grani antichi, una risorsa fondamentale per la panificazione del futuro

I grani antichi, una risorsa fondamentale per la panificazione del futuro
I grani antichi rappresentano una risorsa fondamentale per la panificazione e la preservazione della biodiversità: a illustralo è il dott. Giovanni Preiti, ricercatore del dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, nel corso del workshop dal titolo “Grani antichi e panificazione del futuro” che si è svolto presso il Panificio Cuti a Piano Lago, nel cosentino. "I grani antichi calabresi sono un patrimonio di biodiversità assolutamente da salvaguardare - spiega Preiti -. Oltre a rappresentare una risorsa genetica di fondamentale importanza da utilizzare in eventuali programmi di breeding, ovvero di miglioramento genetico futuro, si prestano bene ad essere valorizzati nell'ambito di filiere corte. Molto spesso sono legati alla storia e alle tradizioni del territorio, e come tali possono fornire prodotti tipici e di qualità". Il professore ha inoltre evidenziato come i grani antichi possano essere lavorati attraverso tecnologie con un basso impatto ambientale, come il mulino a pietra, consentendo di preservare le caratteristiche nutrizionali e organolettiche delle farine provenienti da questi grani. Il workshop si è svolto in occasione dell’ingresso del Panificio Cuti nella rete dei musei della Calabria SudHeritage. L'iniziativa rientra in un ampio progetto di cooperazione tra i Gal calabresi, con l’obiettivo di sostenere e valorizzare le attività museali delle aziende che raccontano la storia e le tradizioni del territorio. "Nella nostra regione abbiamo delle risorse importanti: l'agricoltura, quindi prodotti, e poi la natura, l'ambiente, la storia, la cultura - afferma Luigi Provenzano, presidente Gal Terre Brettie -. Queste cose le dobbiamo mettere insieme, le dobbiamo mettere in sinergia, in rete. C'è bisogno di avere tradizioni sempre presenti con l'innovazione, perché questo ci consente di essere competitivi. Tradizione e innovazione fanno sì che, come diciamo sempre, ci ricordiamo da dove veniamo, e cerchiamo di capire dove vogliamo andare".