Il Panificio Cuti entra a far parte della rete SudHeritage

Guardare al futuro della produzione alimentare, avendo solide radici nella tradizione agricola della nostra terra. Questo il tema al centro del workshop “Grani antichi e panificazione del futuro” che si è tenuto al Museo del pane a Piano Lago, nel cosentino, in occasione dell’ingresso del Panificio Cuti nella Rete dei musei d’impresa della Calabria SudHeritage, presieduta dall’editore Florindo Rubbettino. "Siamo molto felici e orgogliosi di questo nuovo ingresso tra la compagine di SudHeritage, perché il Panificio di Cuti incarna una grande storia della nostra regione. Una grande storia che tiene insieme il saper fare, l'identità, il passato, ma anche l'innovazione", afferma Rubbettino.
Ed è proprio l'innovazione, spiega l'editore, una delle leve fondamentali della rete dei musei d'impresa: un progetto che intende raccontare e valorizzare il patrimonio d'impresa, la storia produttiva del territorio. Volgendo, al contempo, lo sguardo al futuro. "SudHeritage nasce anzitutto perché vogliamo raccontare un'altra storia, una storia produttiva che nella nostra regione c'è - continua Rubbettino -. Quando si pensa alla Calabria raramente si immagina, percorrendo i soliti stereotipi, che possa essere una terra di produzione, di lavoro, con una cultura del lavoro radicata nel passato, con aziende ancheultracentenarie".
L’iniziativa rientra nel progetto di cooperazione tra i Gal calabresi, che ha l’obiettivo di valorizzare e sostenere le attività museali delle imprese che raccontano la storia della Calabria, come il Panificio Cuti. "Questa parola, museo, è nata quasi con noi. La nostra azienda nasce nel 1985 - spiega Pina Oliveti, direttrice del Museo del Pane di Cuti -. Qui ospitiamo parecchi bambini, scolaresche del territorio. E questo movimento che abbiamo creato fa sì che questa tradizione non venga dimenticata". Con l'auspicio, conclude Oliveti, che le nuove generazioni possano cogliere "la bellezza di questi tempi e di questi valori che noi cerchiamo di diffondere".