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Addio padre Fedele, il frate vicino agli ultimi

Addio padre Fedele, il frate vicino agli ultimi
Padre Fedele Bisceglia non c'è più. “È tornato alla casa del Padre” scrive sui social la sua ultima creatura, l'associazione Il Paradiso dei poveri. Aveva 87 anni, e stava male ormai da tempo, nonostante la forte tempra e la granitica forza di volontà l'avessero portato pochi mesi fa a voler essere presente alla pronuncia della sentenza per l'omicidio di Denis Bergamini. Ché del resto era stato proprio lui, il monaco, a recarsi tra i primi sul luogo della morte del calciatore, giacché mai aveva creduto al suicidio.

Vicino agli ultimi

Era così Padre Fedele: viveva ogni ingiustizia sulla propria pelle, e tentava di porvi rimedio con tutte le sue forze. Lo ha fatto per anni in Africa, da sacerdote e da medico; lo ha fatto nella curva del San Vito, quando negli anni Ottanta assieme agli Ultrà iniziò a dare forma a grandi progetti di comunione e solidarietà; lo ha fatto nella sua Cosenza, dando vita al progetto illuminato dell'Oasi francescana, un luogo pensato per accogliere tutti. Di tanti, dopo la morte, si dice che in vita sono stati “vicini agli ultimi, ai poveri”. Ecco, padre Fedele è uno dei pochi per i quali è 'davvero' così. E a testimoniarlo c'è la sua intera vita: è stato così nei fatti, nelle opere, nell'esempio quotidiano, nelle battaglie, nei mille progetti. Anche quelli che probabilmente furono alla base di uno dei più clamorosi ed indegni casi di malagiustizia del nostro Paese, che costrinse il monaco a difendersi dall'accusa, falsa, di stupro ai danni di una suora. Un accusa che gli costò il carcere, la sospensione dal suo Ordine ed il divieto di celebrare Messa. Dopo l'assoluzione definitiva Padre Fedele chiese più volte di essere reintegrato: invano. Lui, però, non si è mai fermato, come non si fermeranno i suoi eredi spirituali. I funerali avranno luogo domani, 14 Agosto, alle ore 10 presso la Chiesa del Santissimo Crocifisso della Riforma