Siamo andati al concerto dei
Kolors, che ha chiuso
Crotone Summer 2025, per avere conferma di ciò che pensavamo. Ebbene, la conferma è puntualmente arrivata:
la band napoletana, in orbita dal 2015 grazie alla vittoria ad ‘Amici’,
in questo momento è il gruppo musicale italiano di maggiori successo, popolarità, appeal, consenso.
Piazzale Ultras, che in otto giorni ha visto esibirsi
Gaia, Rovazzi, Alex Britti, Nina Zilli e Kamilway dall’alto era
una fittissima punteggiatura di teste senza alcuno spazio, e nel terrapieno alle spalle del palco era assiepato un paio di centinaia di altre persone che, laddove potevano, riuscivano al massimo a scorgere le schiene di Stash, Alex e Dario.
Il calore del pubblico
La fortuna ed il seguito dei Kolors sono sicuramente i giovanissimi (abbiamo assistito, lo spergiuriamo, ad autentiche scene di isterismo), con prevalenza femminile, come si conviene ad una boy-band. Ma a giudicare da chi cantava a memoria i brani più famosi, e non solo,
il loro pubblico è abbastanza eterogeneo, ed il suo limite si spinge oltre la soglia dei quarantenni.
La tracklist
Partenza con “
Frida”, la cui scrittura dimostra che, al di là dell’impressionante elenco di successi discografici tra virgolette facili (tipo:
Italodisco, Cabriolet panorama, Un ragazzo, una ragazza), i tre napoletani hanno anche idee brillanti da trascrivere sullo spartito. Subito dopo “
Everytime”, il loro primo hit single, surriscalda l’ambiente già in ebollizione.
Stash domina il palco, dov’è sicuramente nato, si ferma poco prima del quarto brano in scaletta perché nelle prime file alla sua destra vede agitazione: una ragazza sta male, è lui a chiamare l’intervento dei volontari della Croce Rossa.
Niente di grave, per fortuna.
Le hit
Era il concerto più atteso, non a caso è stato incastrato proprio alla fine del cartellone,
e lo spettacolo non ha deluso le attese. Man mano che la scaletta si snocciola la memoria si dilata: “
Pensare male”, quella con
Elodie, sei anni fa e sembra ieri. “
Karma”, uh già, pure quella. “
Tu con chi fai l’amore”, già eseguita a tre quarti della serata, è il letterale bis nel senso che la ripropongono
con Stash che si butta con un selfie-stick nella cavea dei e delle più esagitate.
Tutto finisce bene.
Un solo neo: il frontman della band italiana in questo momento più amata ha combattuto e perso la battaglia col nome in dialetto della città che lo ospitava:
proprio non gli riusciva di pronunciare bene Cutròn. Alla prossima, così vedremo se avrà fatto progressi.