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Dichiaro ufficialmente terminata la discussione, pertanto congedo definitivamente i consiglieri regionali. Grazie». Con queste parole, il presidente del Consiglio Regionale
Filippo Mancuso ha decretato la chiusura della dodicesima legislatura dell'Assise calabrese. Con la
presa d'atto delle dimissioni del presidente della Giunta, Roberto Occhiuto, cala il sipario su Palazzo Campanella, in attesa della
formalizzazione della data in cui i calabresi torneranno alle urne.
Quando si andrà al voto
La decisione sulla data del voto dovrà essere presa da Occhiuto, sentiti il presidente del Consiglio Filippo Mancuso ed il presidente della Corte d'appello di Catanzaro Concettina Epifanio. Il periodo in cui
devono essere convocate le elezioni è entro i 60 giorni dalla data di scioglimento dell'Assise.
Occhiuto: «Sarò archiviato»
A chiudere il giro d'interventi in aula è stato proprio Roberto Occhiuto in qualità - come da lui stesso sottolineato - di consigliere regionale. «Io ho detto più volte che non mi sono dimesso per un avviso di garanzia - ha riferito in Aula. Ho perfetta coscienza del fatto che
sarò archiviato. Mi si dice ma allora perché ti sei dimesso?
Per questo clima che si era generato, che non mi avrebbe consentito di concludere insieme a questa squadra il lavoro che merita di essere concluso nell'interesse della Calabria. Ma si può governare così? Si può governare con questo clima che, in ragione di una legittima inchiesta della magistratura,
crea continuamente delle fake news e alimenta un chiacchiericcio fastidiosissimo, mentre questa inchiesta genera un rallentamento anche nella gestione amministrativa quotidiana della macchina regionale. No, non si può continuare così».
Un "Cupio dissolvi"
«Io non ho voluto che quest'ultimo anno di legislatura - ha detto Occhiuto - fosse un "Cupio dissolvi", fosse un anno dove ogni giorno sulla stampa c'erano queste porcherie, e non si parlasse invece dei problemi della Calabria».
«Ho dato tutto a questa regione»
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Io ho dato tutto a questa regione - ha concluso il presidente - in questi quattro anni ho lavorato come un matto perché la amo questa regione, ho messo a rischio anche la mia salute. E vi dico che
queste ultime vicende, probabilmente, mi hanno ferito più dell'intervento al cuore che ho avuto. Ma ho dato tutto».