La ministra Locatelli in Calabria: confronto con istituzioni e Terzo Settore

Giornata di confronto e ascolto con le associazioni del terzo settore, oggi, nella Cittadella regionale, con la ministra alla disabilità, Alessandra Locatelli e l’assessore regionale alle Politiche sociali, Caterina Capponi, alla presenza del presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso.
Mancuso: «Su disabilità ed inclusione non è mai abbastanza»
«Sui temi della disabilità e dell’inclusione sociale – ha sottolineato Mancuso – si sta facendo tanto in Italia e in Calabria, ma non è mai abbastanza. Lodevole è il lavoro e l’impegno della ministra Locatelli e l’enorme contributo che sta apportando su questi temi così delicati. Il Consiglio regionale ha istituito per la prima volta in Calabria il garante della disabilità e un osservatorio sull’autismo, a dimostrazione della grande attenzione che poniamo su queste materie. C’è l’impegno di tutti, della Regione e del Governo, per cercare di dare anche alla Calabria maggiori possibilità di inclusione».
Capponi: «Costruiamo insieme una Calabria più inclusiva»
«Oggi dedichiamo spazio all’ascolto - ha dichiarato l'assessore Capponi - perché è solo attraverso il dialogo con chi vive quotidianamente le realtà della disabilità che possiamo delineare politiche efficaci. Voi siete il cuore pulsante dell’innovazione sociale. In questa Regione, ogni persona con disabilità non è vista come portatrice di limiti, ma come seme di possibilità. Ho incontrato genitori che, giorno dopo giorno, trasformano le sfide in alleanza. Ho visto giovani con disabilità contribuire con passione a progetti che parlano al futuro. E allora non è forse questa la più vera forma di inclusione? Costruiamo insieme una Calabria più giusta, più inclusiva e più consapevole, lo dobbiamo alle persone con disabilità, alle loro famiglie e a tutti coloro che credono nella forza della comunità».
«La disabilità – ha sottolineato l’assessore Capponi – è davvero un limite o è la lente che ci permette di vedere il mondo con più umanità? Come istituzioni, abbiamo il dovere di porci questa domanda ogni giorno. E di agire di conseguenza. L’inclusione è un cammino che percorriamo insieme, ogni giorno, con coraggio e rispetto. E da oggi, questo cammino lo percorreremo con ancora più determinazione, insieme alle associazioni, alle famiglie, ai cittadini».
Locatelli: «Semplificare e di sburocratizzare»
La ministra Locatelli ha sottolineato come sia fondamentale la sinergia tra i diversi attori per tracciare una strada che porti lontano e con risultati concreti. «È una strada che abbiamo imparato a seguire già nei momenti più difficili – ha affermato – penso, per esempio, alla pandemia. Solo insieme siamo andati lontani e abbiamo rialzato la testa. E oggi questo è l’insegnamento che ci dobbiamo portare dietro, da qui e per il futuro lavorare insieme per dare delle risposte, con un percorso tracciato grazie anche alla riforma sulla disabilità. Uno strumento unico e prezioso che abbiamo a disposizione oggi per cambiare il futuro, per dare delle risposte che superino la frammentazione tra il mondo sanitario e il mondo sociale. La riforma della disabilità è lo strumento, l’occasione che abbiamo per scardinare un sistema che è tale da quarant’anni. Noi vogliamo – ha proseguito – che siano le istituzioni a muoversi al servizio delle persone. Abbiamo bisogno di semplificare e di sburocratizzare».
«Ringrazio anche il presidente Occhiuto che – ha concluso la ministra – nonostante il momento difficile che sta vivendo, governa una regione complessa, importante, strutturata che ha bisogno di essere incoraggiata e non massacrata. Noi dobbiamo puntare su quelle che sono il valore, le capacità, i talenti delle persone che ci sono in Calabria, che sono presenti nelle istituzioni, nel mondo delle associazioni e in quello privato. Per dare risposte serve lavorare insieme in questa direzione. Non contano solo i limiti – ha concluso la ministra Locatelli – perché se continuiamo a trasmettere, anche come media, solo le storie tragiche, tristi e non facciamo mai vedere le potenzialità che sono proprie anche di questo territorio, allora non andiamo lontano. E se non mettiamo al primo posto le persone, ci possiamo dimenticare di andare avanti. Noi abbiamo bisogno di investire sui talenti, sulle competenze, sulle potenzialità di ogni individuo. Questo significa formazione, lavoro, significa puntare alla qualità della vita e al tempo ricreativo. Perché la vita di ognuno di noi è dignitosa se possiamo vivere in un ambiente decente, decoroso, accogliente, in uno spazio abitativo dignitoso, se possiamo avere un lavoro che, come è scritto nella nostra Costituzione, sarebbe prima di tutto un diritto».