L'accusa aveva chiesto l'ergastolo
La pubblica accusa aveva chiesto per lei la pena dell'ergastolo, sostenendo che l'omicidio fosse stato compiuto per rubare il denaro che l'anziano custodiva in casa. Mirabelli, che ha sempre sostenuto di aver agito per difendersi da un tentativo di violenza sessuale, era accusata dei reati di omicidio aggravato, rapina aggravata e tentato occultamento di cadavere.
La Corte d'Assise di Cosenza, dopo diverse ore di camera di consiglio, ha escluso le aggravanti ipotizzate in relazione all'omicidio, ha riqualificato i reati di "rapina aggravata" e "tentato occultamento di cadavere" in "furto aggravato" e "occultamento di cadavere consumato" e ha applicato la diminuente per la scelta del rito abbreviato, escludendo il nessotra l'omicidio e la rapina.
