Francesco Ferlaino, 50 anni dopo: il ricordo del magistrato ucciso dalla 'ndrangheta

Sono passati cinquant’anni esatti da quel caldo pomeriggio del 1975 in cui Francesco Ferlaino, avvocato generale della Corte d’Appello di Catanzaro, fu assassinato a colpi di lupara davanti alla sua abitazione in corso Nicotera, a Nicastro, oggi parte della città di Lamezia Terme. Un agguato mafioso eseguito con ferocia e precisione militare, che colpì al cuore non solo una figura di altissimo profilo istituzionale, ma anche un simbolo silenzioso di legalità e rigore morale in una terra difficile.
La ricostruzione degli eventi
Era il 3 luglio, poco dopo le 13.30, quando il magistrato – 61 anni – rientrava a casa per il pranzo, dopo aver lasciato il Tribunale di Catanzaro. Viaggiava sulla Fiat 124 di servizio, accompagnato dall’appuntato dei carabinieri Felice Caruso. Appena sceso dall’auto, mentre si avviava verso il portone, un'Alfa Romeo amaranto sbucò da una traversa. Dal finestrino posteriore, un killer armato di lupara esplose due colpi alla schiena di Ferlaino, che cadde a terra senza vita. I tre sicari fuggirono senza ostacoli. L’Alfa, rubata il giorno prima a un avvocato catanzarese, venne ritrovata a Copanello il giorno successivo. Il delitto portava il marchio della criminalità organizzata, ma nessuno è mai stato arrestato o condannato per quell’omicidio.
Il ricordo del presidente della Repubblica Mattarella
«Francesco Ferlaino, primo magistrato vittima della criminalità in Calabria, con le sue indagini aveva inferto duri colpi alle organizzazioni criminali, riuscendo a cogliere, con lungimiranza, la complessità della ‘ndrangheta e la sua capacità di penetrare in profondità i sistemi socio-economici.
Ricordare il suo spietato omicidio ci esorta a continuare a opporci senza sosta a quanti disprezzano i valori della società democratica, fondata sulla tutela dei diritti dei cittadini, nella prevalenza delle regole dello Stato di diritto e sulla convinta adesione alla cultura della legalità.
A distanza di cinquant’anni, desidero rinnovare i sentimenti di partecipazione e vicinanza della Repubblica ai suoi familiari e a coloro che lo hanno stimato e che in questi lunghi anni ne hanno ricordato la passione e l’encomiabile impegno nello svolgimento dell’attività professionale, dedicando la sua vita a servizio del Paese».
Occhiuto: «Ferlaino servitore dello Stato coraggioso»
«Nel cinquantesimo anniversario della vile uccisione del magistrato Francesco Ferlaino, la Calabria onora la memoria di un uomo delle istituzioni che ha pagato con la vita il proprio coraggio, il proprio rigore e la propria incrollabile dedizione alla giustizia. Ferlaino fu il primo magistrato assassinato dalla mafia nella nostra Regione. Un omicidio efferato, che segnò profondamente la coscienza civile del Paese».
«Le sue indagini incisive e coraggiose avevano colpito duramente le organizzazioni criminali, che risposero con la violenza più brutale. Ricordare Francesco Ferlaino non significa solo rinnovare la memoria di un servitore dello Stato, ma anche riaffermare con forza l’impegno della Regione Calabria nel contrasto alla criminalità organizzata. A nome della Giunta e di tutta la comunità calabrese, desidero esprimere profonda vicinanza ai suoi familiari».