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La Trinità di Gioacchino da Fiore arriva a Papa Leone XIV grazie all'orafo Spadafora

La Trinità di Gioacchino da Fiore arriva a Papa Leone XIV grazie all'orafo Spadafora
La Santissima Trinità interpretata da san Gioacchino da Fiore, contenuta nel suo famoso "Liber figurarum", è arrivata fino a Papa Leone XIV. A consegnare la croce che rappresenta, appunto, la Santissima Trinità al Pontefice è stato Giuseppe Spadafora, uno dei titolari della gioielleria "Spadafora Gioielli", che ha raccontato la gioia della visita con il Santo Padre. L'idea, racconta Spadafora all'Aci stampa, è nata grazie all'ispirazione della Trinity americana. Da qui l'unione tra i centri concentrici che Gioacchino da Fiore interpreta come il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo e la Trinity. Il risultato è una preziosa croce realizzata a mano nel laboratorio degli orafi calabresi. L'incontro con Papa Leone XVI è in continuità con il duraturo e solido rapporto tra la "Spadafora Gioielli" e i Pontefici. La storia dei cosiddetti "orafi dei papi e delle Madonne" inizia con Giovan Battista, padre di Giuseppe, che incontrò Papa Luciani quando era ancora Patriarca di Venezia. Da lì l'incontro con Giovanni Paolo II nell’84 e tantissimi altri incontri fino al Giubileo. A seguire diversi incontri anche con Papa Francesco, che Giovan Battista Spadafora, scomparso da quasi quattro anni, purtroppo, non conobbe. Ma la tradizione continua con i figli, che continuano a realizzare preziosi gioielli di arte sacra. Ultimo in ordine di tempo, un calice interamente d’oro, del peso di due chili, donato da benefattori anonimi alla Madonna di Pompei.