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Carceri, la denuncia dell'Osapp: «Sistema al collasso, servono interventi immediati»

Carceri, la denuncia dell'Osapp: «Sistema al collasso, servono interventi immediati»
Ancora un episodio di violenza all’interno di un istituto penitenziario italiano. Questa volta il teatro dell’aggressione è stato il carcere di Palmi, dove - qualche giorno fa - un detenuto ha aggredito due agenti della Polizia Penitenziaria.

Quadro nazionale critico

L’episodio si inserisce in un quadro nazionale ormai insostenibile. A denunciarlo è Pasquale Montesano, segretario generale aggiunto del sindacato OSAPP (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria), che parla apertamente di “una carneficina silenziosa” nelle carceri italiane.

«Calabria tra le regioni più penalizzate»

«La Calabria è tra le regioni più penalizzate – afferma Montesano – ma il problema è generale. A Palmi mancano almeno 100 agenti. A livello nazionale, i detenuti superano di 16.000 la capienza regolamentare, mentre nella Polizia Penitenziaria mancano oltre 17.000 unità. I turni sono massacranti, i diritti calpestati». E intanto, si continua a morire ed i numeri continuano a preoccupare: da inizio anno già 32 suicidi tra i reclusi e due tra il personale.

L'appello al governo Meloni

Il sindacato lancia un appello accorato al ministro della Giustizia Carlo Nordio e al Governo: «Senza un piano straordinario per deflazionare il sovraffollamento, assumere nuovi agenti e garantire assistenza psichiatrica e medica, l’estate sarà rovente. Non possiamo più aspettare».

Riforma del sistema, quando?

L’ultimo episodio di aggressione a Palmi è solo l’ennesima spia rossa di un sistema penitenziario che, secondo molti osservatori, necessita di una riforma strutturale. Non si tratta solo di sicurezza, ma di dignità: quella degli agenti costretti a lavorare in condizioni estreme, e quella dei detenuti, spesso abbandonati a sè stessi in contesti privi delle minime garanzie di assistenza. Se non si interverrà rapidamente, il carcere, da luogo di rieducazione, rischia di diventare sempre più una polveriera sociale.